Sicurezza
Sammuri va all’Elba «Lascio in buone mani»
ALBERESE. Nel giorno in cui viene nominato ufficialmente presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago (ieri è stato firmato il decreto del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e...
ALBERESE. Nel giorno in cui viene nominato ufficialmente presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago (ieri è stato firmato il decreto del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), Giampiero Sammuri saluta l’Uccellina e traccia un bilancio della sua permananza ad Alberese, qualcosa come dodici anni.
Allora è fatta. Decreto firmato.
«Sì, l’ho appena ricevuto Non vedo l’ora di iniziare. Sarò all’Elba mercoledì (domani, ndr) per incontrare il personale dell’Ente e la Comunità del Parco».
In Maremma che Parco lascia alla Venturi?
«Un ente che funziona, che vanta eccellenti professionalità in organico. Un ente con buona proiezione esterna e - nonostante la crisi nera che sta vivendo il turismo - da due anni a questa parte anche con un crescente numero di visitatori».
Un bilancio di questi 12 anni ad Alberese.
«E’ stata un’esperienza molto bella, una sfida che io considero vinta. Ho avuto modo di crescere, di imparare, di conoscere tante persone nuove, di stabilire un buon rapporto – che non era scontato – con chi il Parco lo vive ogni giorno».
La soddisfazione più grande e il momento critico.
«Tanti successi: dall’approvazione del Piano del Parco ai progetti (realizzati) su Marina di Alberese, dal recupero delle relazioni con l’Azienda agli interventi per limitare l’erosione. E poi la madre di tutte le soddisfazioni: la reintroduzione del falco pescatore. I momenti critici sono stati forse quelli iniziali, la fase di ripartenza. E qui mi piace ricordare il buon rapporto che c’è sempre stato con i sindaci e con i presidenti della Provincia».
Perché la nomina della Venturi non è piaciuta al territorio?
«Non è vero. Il 9 maggio scorso la comunità del Parco ha impiegato 20 minuti a decidere. C’erano Marras, Bonifazi, Borghi, la Paffetti, Tofanelli. Tutti d’accordo. E anche in Regione non mi pare che la proposta abbia incontrato particolari resistenze. C’è stata qualche opinione contraria a Grosseto ma nulla in confronto a ciò che accadde in occasione della mia prima nomina. Forse pochi ricordano che nel territorio del parco, nel 1999, furono addirittura organizzate delle pseudoprimarie per la presidenza del parco. Presi il 9%... Praticamente non mi voleva nessuno».
Lei, che giudizio dà di Lucia Venturi.
«Avessi potuto designare io il mio successore avrei scelto lei. Non solo. Sono stati confermati – vorrei evidenziarlo - 7 consiglieri su 10. E il direttivo è importante quanto il presidente».
Cosa risponde a chi teme una svolta ambientalista al Parco?
«Io credo che essere ambientalisti sia un buon requisito per fare il presidente di un parco. L’ambientalismo di Lucia Venturi non è quello integralista, emotivo, scarsamente razionale che avversa a priori la novità e ha una visione nostalgica del passato. Essere ambientalisti non vuol dire lasciar fare il proprio corso alla natura. L’ambientalismo è scienza e razionalità, finalizzate a conservare e gestire l'ambiente. Questo è il mio ambientalismo ed è anche quello di Lucia Venturi, che ha competenze e rigore scientifico, capacità di ascolto e anche di sintesi».
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