Sicurezza
Minoranza all’attacco sul bilancio
Il consigliere Tenucci: «Da rivedere l’Imu, ma ci sono spiragli»
SCANSANO. L’ultimo consiglio comunale di Scansano ha suscitato le solite polemiche. Non solo per la presentazione del bilancio, ma per alcune vedute opposte sorte dagli stessi banchi della minoranza.
Dopo che il sindaco ha presentato il bilancio annuale di previsione per il 2012, incentrato, spiega il consigliere di minoranza Tenucci, «unicamente sull'ordinaria amministrazione, per sua stessa ammissione. del tutto privo di programmazione e di idee che esprimessero una qualunque progettualità per Scansano», le minoranze sono partite all'attacco. «Stanche di essere convocate per svolgere ruoli sterili, le minoranze hanno rilevato congiuntamente quanto la giunta comunale si sia chiusa su se stessa, incapace di intessere un dialogo costruttivo con chiunque». Ma a quel punto una voce si è levata dalla maggioranza, ammettendo il clima di rigida separazione in atto e suggerendo, sensatamente, di superarlo nell'interesse comune.
E mentre la minoranza si divideva, con il consigliere Terenzi che criticava Tenucci per i suoi interventi, anche a mezzo stampa, considerandoli «assolutamente inutili e controproducenti ai fini di una collaborazione con l'amministrazione in carica», lo stesso sindaco Cavezzini ha chiesto alla minoranza di suggerire eventuali soluzioni ai gravi problemi in essere.
Così è stato avanzato un emendamento alla delibera posta all'ordine del giorno che riguardava l'approvazione delle aliquote Imu. Premesso che l'art.13 della legge nazionale rende esenti i fabbricati rurali ubicati in comuni parzialmente montani come il nostro, per cui l'Imu a Scansano non si può applicare su di essi unicamente per forza di detta legge e non per scelta di questa amministrazione, la minoranza ha preso atto delle aliquote stabilite per gli altri immobili.
«Diamo atto che questa amministrazione ha scelto di applicare una tariffa Imu ragionevole per i cittadini meno abbienti, ma assai meno ragionevole per le seconde case, elevando l'aliquota allo 0,9% e per i fondi ed immobili ad uso commerciale ed artigianale elevandola allo 0,76% - dice Tenucci - Alla luce di ciò, questa opposizione ha proposto di applicare il minimo previsto per legge e pari allo 0,46% per tutte le nuove attività commerciali che apriranno nel nostro Comune nei prossimi tre anni, e di ridurre l'aliquota sempre al minimo di legge per tutte quelle già esistenti che si trovino in oggettive difficoltà». L’emendamento non è stato accolto dalla maggioranza, provocando il voto contrario dell’opposizione: così il sindaco si è impegnato a prendere in considerazione questa proposta per ridiscuterla nel consiglio comunale di settembre.
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