Sicurezza
«Decreto ingiuntivo deciso all’unanimità»
Coseca: «Il maxidebito imposto al Comune di Monte Argentario è stato voluto dall’assemblea dei soci»
PORTO SANTO STEFANO. «Il decreto ingiuntivo di pagamento promosso da Coseca Spa nei confronti del Comune di Monte Argentario è stato deciso solo dopo che l’assemblea dei soci ha deliberato all’unanimità di procedere alla richiesta degli arretrati nei confronti dei Comuni soci debitori precedenti alla data del 30 giugno 2011». Lo spiega Coseca, società consortile di cui fanno parte 25 Comuni maremmani, e che ha emesso un decreto ingiuntivo nei confronti dell’ente municipale di Monte Argentario, che risulta debitore di un milione e 200 mila euro per fatture non pagate del 2007-8.
Coseca, intervenendo al riguardo con una nota, riporta anche uno stralcio del verbale dell’assemblea ordinaria tenutasi lo scorso 8 marzo: «L’assemblea dei soci all’unanimità delibera di autorizzare il cda a poter agire verso i soci in ritardo con i pagamenti sino al 30 giugno 2011 per le somme dovute e non versate scaturenti dai contratti di servizio; di richiedere il pagamento degli interessi di mora sulle fatture scadute relative ai contratti di servizio, così come previsto dalla normativa vigente ex decreto legislativo 231 del 9 ottobre 2002. Non faremo mai atti del genere se non fossimo sicuri delle nostre ragioni - commenta il presidente di Coseca Roberto Valente - Inoltre i bilanci di esercizio di Coseca, che riportano il riepilogo dei corrispettivi fatturati a ciascun Comune, sono stati sempre approvati dall’assemblea dei soci». Interpellato al riguardo, il primo cittadino Arturo Cerulli aveva risposto che la somma reclamata da Coseca «è roba della precedente amministrazione, e come tale non ci riguarda», o perlomeno - prosegue il primo cittadino, «non ci è dovuta». L’azienda consortile di rifiuti, da parte sua, interviene proprio su questa posizione, e chiarisce che se «il sindaco Cerulli afferma che per loro queste cifre non sono dovute perché maturate dalla precedente amministrazione, allora mi chiedo: i debiti, se fatti da coloro che governavano prima, non sono più tali? Comunque aspettiamo con serenità la decisione del giudice e, come ribadito dallo stesso Cerulli, ci adegueremo alle sue disposizioni». Stessa risposta, più o meno, era stata data dal sindaco dell’Argentario. «Per noi quella cifra non è dovuta, ma se il giudice dovesse stabilire che così non è, ci adegueremo per forza». Il debito che oppone Comune di Monte Argentario, dunque, passa ora alle vie legali. (el. gi)
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