Il Tirreno

Grosseto

Anche in Maremma si licenzia

di Enrico Pizzi
Anche in Maremma si licenzia

Allarme della Cgil: cala la cassa integrazione perché aumentano coloro che perdono il lavoro

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GROSSETO. Diminuisce il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, in provincia di Grosseto, nei primi sei mesi del 2012, ma non è certo una buona notizia.

Il dato in sé parla di una riduzione dell'85% della cigs rispetto al primo semestre del 2011, ma non può essere letto da solo, perché i motivi per cui ci sono questi numeri tracciano una profonda crisi per tutta la Maremma.

Intanto perché sono in crescita continua le ore di cassa integrazione ordinaria (+44%) e in deroga (+131%), ma soprattutto perché il mancato ricorso alla cassa integrazione straordinaria, che comunque nel 2011 era cresciuta e non di poco, segna in realtà la fine di quei posti di lavoro: non più ammortizzatori sociali, quindi, ma licenziamenti, mobilità, disoccupazione.

L'indagine, relativa all'andamento dell'economia grossetana nel 2011, su cui si è confrontato il direttivo provinciale della Cgil di Grosseto, mostra dati allarmanti.

È in calo il tasso di attività che passa dal 67 al 65 per cento, quello di occupazione scende dal 63,4 al 60,7%, in particolare l'emorragia di lavoratori si registra nell'agricoltura, ma anche nell'industria.

La disoccupazione sale tra il 2010 e il 2011 dal 5,2 al 6,4 per cento, con quella maschile che cresce del 659,7% e si attesta sul 7 per cento, mentre quella giovanile che supera la soglia del 17 per cento contro il 16,2% della Toscana. Sono fermi gli avviamenti al lavoro (-0,3%) e cresce solo il ricorso ai contratti atipici, mentre calano sensibilmente sia i contratti a tempo determinato che quelli a tempo indeterminato.

Nel 2011 si registra anche un forte flusso di iscritti alle liste di mobilità: 1.486 persone di cui 941 uomini. La cassa integrazione straordinaria, il cui monte ore complessivo diminuisce nei primi sei mesi del 2012, l'anno precedente aveva toccato il picco massimo, tra aprile e giugno, con un +870 per cento e, nel corso dell'anno le ore di cigs avevano superato 1,36 milioni, il 58,9% in più rispetto al 2010, per un numero di posti di lavoro equivalenti pari a 850.

Preoccupa la Cgil il lavoro che non c'è, quello che si perde, quello che non si crea più, la sostanziale mancanza di produzione e anche un poderoso calo dei consumi, che poi è strettamente legato ai dati precedenti: un quadro complessivo che non sembra dare molte speranze, almeno per l’immediato.

Anche la manovra di riduzione della spesa che il Governo sta effettuando nel pubblico impiego – sottolinea il segretario generale della Camera del Lavoro di Grosseto, Lorenzo Centenari – avrà i suoi strascichi in termini di perdita di servizi essenziali per i cittadini, oltre che di trattamento del lavoro, dei diritti e delle tutele per gli stessi lavoratori del pubblico impiego, una sorta di corsa a parificare al ribasso la condizione dei lavoratori pubblici con quelli privati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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