Il Tirreno

Grosseto

«Marina? Finiamola di farci male da soli»

di Maurizio Bernardini
«Marina? Finiamola di farci male da soli»

Il presidente del Centro commerciale naturale replica ai “colleghi” che si sentono abbandonati

2 MINUTI DI LETTURA





MARINA DI GROSSETO. Tutta un’altra storia: altro che lamentarsi, a Marina si sta bene e ci si diverte. Parola del presidente del Centro commerciale naturale Giammarco Bragagni. Dopo il coro di critiche di ieri arriva, a stretto giro di vite, la replica del numero uno della realtà che riunisce un ampio numero di operatori della località balneare.

Paese addormentato, sudicio e dalla scarsa accoglienza? Macché: «La notte bianca – ribatte Bragagni – ha riscosso un successo enorme. Forse – ironizza - i commercianti che hanno criticato l’evento sfogandosi sulle pagine del Tirreno hanno un’edicola e chiudono alle otto. Dunque non si accorgono delle cose».

Poi il presidente torna serio e precisa: «C’è stata molta partecipazione, sia da parte degli esercenti, sia dell’Amministrazione. Siamo anche riusciti a portare denari dalla Camera di commercio. Mi spiace – prosegue Bragagni – che a Marina ci sia l’abitudine di passare dalle discussioni sui tombini rovinati alle notti bianche, come se le competenze fossero sempre le stesse. Tutto è invece ben distinto e per fare una valutazione corretta si devono avere ben presenti le dovute differenze».

Il Centro commerciale naturale, nato dalla fusione di competenze e progettualità delle varie associazioni dei commercianti attive sul territorio, ha da poco compiuto l’anno di vita. Eppure, almeno a sentire Bragagni – e al contrario di quanto dicono alcuni commercianti - di risultati ne ha già ottenuti: «Siamo riusciti a strappare una robusta variazione delle serate danzanti, passando da 30 a 90 totali. Questo grazie a un’ulteriore suddivisione delle zone preesistenti. Anche l’illuminazione è stata curata con più attenzione e il piano di salvamento adottato è da apprezzare».

Quali sono dunque i problemi? «La questione principale è che Marina è rimasta indietro. Magari anche per colpa di come è stata gestita negli anni, ma soprattutto per la mentalità dei propri commercianti: chi si lamenta e basta, senza essere costruttivo, fa un danno a sé a agli altri».

A parere del responsabile del Ccn sarebbe dunque necessaria maggiore partecipazione, di tutti: «Abbiamo trascorso anni senza avere una linea comune per migliorare l’offerta turistica e la vivacità del paese. Così facendo ci siamo danneggiati da soli e abbiamo offerto alibi e scuse a chi non intendeva muoversi per cambiare le cose. Adesso invece, proprio grazie al Centro commerciale naturale, siamo riusciti a fare sintesi e a dimostrare un certo peso: a iscrizioni ancora aperte abbiamo coinvolto già il 70 per cento degli esercizi commerciali. Un vantaggio enorme per poter dialogare con l’Amministrazione. Comunque attenzione, non dobbiamo dimenticarci – conclude – che sì, è vero, da noi alcune cose mancano, soprattutto a livello manutentivo. Ma di questi tempi dove non è così?».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa