Sicurezza
«Marina? Finiamola di farci male da soli»
Il presidente del Centro commerciale naturale replica ai “colleghi” che si sentono abbandonati
MARINA DI GROSSETO. Tutta un’altra storia: altro che lamentarsi, a Marina si sta bene e ci si diverte. Parola del presidente del Centro commerciale naturale Giammarco Bragagni. Dopo il coro di critiche di ieri arriva, a stretto giro di vite, la replica del numero uno della realtà che riunisce un ampio numero di operatori della località balneare.
Paese addormentato, sudicio e dalla scarsa accoglienza? Macché: «La notte bianca – ribatte Bragagni – ha riscosso un successo enorme. Forse – ironizza - i commercianti che hanno criticato l’evento sfogandosi sulle pagine del Tirreno hanno un’edicola e chiudono alle otto. Dunque non si accorgono delle cose».
Poi il presidente torna serio e precisa: «C’è stata molta partecipazione, sia da parte degli esercenti, sia dell’Amministrazione. Siamo anche riusciti a portare denari dalla Camera di commercio. Mi spiace – prosegue Bragagni – che a Marina ci sia l’abitudine di passare dalle discussioni sui tombini rovinati alle notti bianche, come se le competenze fossero sempre le stesse. Tutto è invece ben distinto e per fare una valutazione corretta si devono avere ben presenti le dovute differenze».
Il Centro commerciale naturale, nato dalla fusione di competenze e progettualità delle varie associazioni dei commercianti attive sul territorio, ha da poco compiuto l’anno di vita. Eppure, almeno a sentire Bragagni – e al contrario di quanto dicono alcuni commercianti - di risultati ne ha già ottenuti: «Siamo riusciti a strappare una robusta variazione delle serate danzanti, passando da 30 a 90 totali. Questo grazie a un’ulteriore suddivisione delle zone preesistenti. Anche l’illuminazione è stata curata con più attenzione e il piano di salvamento adottato è da apprezzare».
Quali sono dunque i problemi? «La questione principale è che Marina è rimasta indietro. Magari anche per colpa di come è stata gestita negli anni, ma soprattutto per la mentalità dei propri commercianti: chi si lamenta e basta, senza essere costruttivo, fa un danno a sé a agli altri».
A parere del responsabile del Ccn sarebbe dunque necessaria maggiore partecipazione, di tutti: «Abbiamo trascorso anni senza avere una linea comune per migliorare l’offerta turistica e la vivacità del paese. Così facendo ci siamo danneggiati da soli e abbiamo offerto alibi e scuse a chi non intendeva muoversi per cambiare le cose. Adesso invece, proprio grazie al Centro commerciale naturale, siamo riusciti a fare sintesi e a dimostrare un certo peso: a iscrizioni ancora aperte abbiamo coinvolto già il 70 per cento degli esercizi commerciali. Un vantaggio enorme per poter dialogare con l’Amministrazione. Comunque attenzione, non dobbiamo dimenticarci – conclude – che sì, è vero, da noi alcune cose mancano, soprattutto a livello manutentivo. Ma di questi tempi dove non è così?».
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