Proteste
«La Baldi? Paga per l’inceneritore»
Il Pdci di Follonica vede una «resa dei conti» nel Pd, pronto a scaricare il sindaco
FOLLONICA. Per i Comunisti italiani di Follonica i malumori sempre più evidenti dentro il Pd nei confronti del sindaco (Pd) Eleonora Baldi hanno una matrice precisa: la battaglia che la stessa Baldi ha condotto fino al Tar e al Consiglio di Stato sulla legittimità dell’inceneritore di Scarlino.
«Il sindaco – dice la segreteria comunale del Pdci – dovrà sicuramente rispondere ai giudici sui tanti avvisi di garanzia, ma qualcosa di buono la Baldi in questi anni l’ha fatta: la battaglia contro le speculazioni e contro l’inceneritore. Forse è proprio questa posizione che sta mettendo in grande difficoltà l’amministrazione di Follonica, visto che tra gli assessori c’è anche la segretaria Provinciale del Pd Pinzuti, che deve come un’equilibrista appoggiare la posizione del sindaco e dall’altra portare avanti la politica del suo partito a favore dell’incenerimento».
I vertici del Pdci follonichese ricostruiscono quella che – a loro dire – è sempre stata «una politica suicida per il territorio maremmano», condotta da tutti gli amministratori del Pd succedutisi ai vari livelli in questi anni. Dopodichésembrano avere pochi dubbi: al di là delle inchieste giudiziarie in corso, il «vero problema che da sempre è un macigno interno ed esterno al mondo del Partito democratico è l'inceneritore e su questo ci sarà la resa dei conti», con un “Baldi bis” o addirittura un “addio Baldi”.
Secondo il Pdci sono «troppi gli interessi dietro al business dei rifiuti, troppo grandi per accettare che un sindaco di una cittadina così piccola, per di più iscritta al Partito democratico, possa mettere in discussione la linea politica del suo partito». Per questo i Comunisti Italiani si dicono pronti a «supportare l’azione del sindaco contro l’inceneritore, contro ogni speculazione e prevaricazioni». Fermo restando che sa dalle inchieste incorso emergessero «responsabilità», allora « il sindaco Baldi e la sua giunta dovranno dimettersi immediatamente».
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