Sicurezza
Verdi non ci sta: «Alla guerra coi fucili»
Il sindaco di Santa Fiora sbotta: «Ora basta, ci faremo sentire. Non si accontentano di ridurre gli orari»
SANTA FIORA. «Si buscano sempre noi e ora è arrivato il momento di farla finita». Il sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi, alla notizia dei tagli ulteriori degli uffici postali sul Monte Amiata versante grossetano, proprio non riesce a contenere la sua rabbia. «Nella lista degli uffici postali da sopprimere c’è Bagnore e Santa Fiora. Dico solo che togliere l’ufficio dal capoluogo del comune è una vergogna nera. Posso capire l’abbattimento di giorni e orari nelle frazioni, ma ora si rasenta il colmo. Noi stavolta, se l’incontro col direttore grossetano Gallinella non produrrà risultati soddisfacenti, si va alla guerra coi fucili spianati».
Il linguaggio colorito di Verdi è una provocazione, ma il ragionamento è deciso e lucido: «Non ci sto a vedere applicata la politica dei tagli selvaggi alle scuole, alla viabilità, ai servizi postali, alla sanità. Come se tutto il risparmio dovesse arrivare dall’Amiata. Si cominci a tagliare altrove. Si tagli dove c’è ricchezza e non dove c’è appena l’essenziale per vivere. Si comincino a fare i tagli in parlamento. L’altro giorno sono andato al Senato: barbieri, manicure, tutto in house. Noi, in Amiata, per prendere un aereo dobbiamo fare centinaia di chilometri, in auto, treno e pulmann. Con strade intollerabili, pullman che magari passano non nel nostro, ma nel paese vicino, da raggiungere con mezzi personli. Un disastro. Adesso anche per le poste dovremo andare coi propri mezzi in chissà quale ufficio postale. Se hanno intenzione di continuare a privilegiare platealmente e coi soldi anche nostri, le città metropolitane o, comunque, le grandi realtà, lo dicano. Di questo passo, con i tagli dell’ultimo anno che hanno sistemato per le feste la montagna, ci obbligheranno a riconsegnare le chiavi del comune a Monti. Ma intanto questa volta, per l’ennesimo scippo di un servizio universale come le poste, non ci stiamo. È guerra dichiarata».
Verdi, in ogni caso, avverte che «ci stiamo muovendo con gli organi competenti per cercare una soluzione e in questa operazione il comune di Santa Fiora non è solo, ma gode del sostegno dell’Unione dei comuni Amiata grossetana». In effetti, la mannaia delle poste ha colpito in specie la montagna: oltre che Santa Fiora e Bagnore, si pensa di sopprimere a Semproniano, Petricci e Poggio Murella; a Roccalbegna Vallerona; a Cinigiano Castiglioncello Bandini e Monticello; a Casteldelpiano Montegiovi e Montenero; ad Arcidosso Montelaterone e Stribugliano.
Una carneficina, perché dei 1.156 uffici postali destinati alla chiusura in tutto il paese, di cui 174 in Toscana, l’Amiata ne perderà ben 11. «Inaccettabile - hanno definito l’operazione i parlamentari toscani che hanno presentato un’interrogazione - che si proceda a un così duro piano di tagli senza la concertazione tra Poste italiane e enti locali e anche l’Uncem ha già alzato gli scudi».
Dal canto suo il presidente dell’Unione Amiata grossetana Franco Ulivieri fa un’analisi improntata al realismo: «Chiederemo il confronto con Poste, ma temo che i margini per trattare siano ben pochi. Il percorso che sta facendo l’azienda è segnato. E poi il dialogo a livello provinciale appare senza speranza: si trincerano dietro alla rigidità delle direttive centrali e non si tira fuori nulla. Il dato di fatto è che gli uffici che hanno resistito, delle più piccole realtà, sono aperti 2-3 giorni alla settimana. Ma è anche vero che sono alla base di queste scelte aziendali anche cambiamenti sociali e abitudini dei cittadini. Quindi da un lato è comprensibile che certi tagli si debbano fare, ma non è accettabile la mannaia indiscriminata».
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