Sicurezza
Tra pochi giorni si comincia con Manciano
A preoccupare non ci sono solo gli sportelli. Se su questo versante Poste Italiane ha mantenuto aperto il dialogo con i sindacati, promettendo per lo meno di venire incontro alle esigenze di chi...
A preoccupare non ci sono solo gli sportelli. Se su questo versante Poste Italiane ha mantenuto aperto il dialogo con i sindacati, promettendo per lo meno di venire incontro alle esigenze di chi sarebbe eventualmente depotenziato sul territorio provinciale, su quello del servizio di recapito della corrispondenza (quello dei postini, ndr) l’azienda è meno disponibile. Qui c'è solo da ridurre i costi.
E a quanto sembra già tra poche settimane alcune zone di recapito saranno tagliate. Il che non significa che nelle zone ridotte non arriverà più la posta, ma che il portalettere dovrà sobbarcarsi un turno con più spedizioni e più aree da coprire. Ma tutto questo significherà ritardi e possibili disguidi, come accadrà con la prossima chiusura del centro smistamento di Pisa.
Si comincerà da Manciano tra dieci giorni, ma le aree interessate sono addirittura 21 in tutta la provincia (su un totale di oltre un centinaio). «Il bilancio è in rosso - spiegano i sindacati - e l'azienda certi servizi non può più coprirli nè addirittura partecipare alle aste per l'assegnazione di nuovi lavori. Se la situazione sarà ingestibile, noi potremo chiedere un confronto o muovere un conflitto di lavoro. E nel caso, successivamente, proclamare lo sciopero». Di sicuro si annuncia un'estate calda. (m.b.)
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