Gioco
Tassa di soggiorno: disertato l’incontro
Gli operatori turistici non si presentano all’assemblea del Comune. La protesta va avanti
MASSA MARITTIMA. Terminata la seconda settimana dall’entrata in vigore, la tassa di soggiorno continua a mietere malcontento e polemiche.
Soprattutto a Massa Marittima, dove gli operatori non risparmiano niente all’amministrazione comunale. Caso esplicito giovedì, quando la giunta ha organizzato un incontro con gli addetti ai lavori nel settore ricettivo, per spiegare e discutere sui metodi d’applicazione dell’imposta. Ma sui circa ottanta operatori attivi nel massetano, all’incontro non se ne sono presentati più di dieci.
Un segnale esplicito, secondo molti, che la protesta prosegue. Uno degli operatori che non si è presentato all’incontro è Donatella Raugei, presidente del circolo di frazione di Valpiana («dove sono ubicate la maggior parte delle attività produttrici ricettive» dice) e proprietaria di un piccolo agriturismo. Intervenendo nel dibattito sulla tassa di soggiorno, porta la testimonianza di un collega, che ha annunciato che la sua azienda «continuerà a riscuotere la tassa di soggiorno così come fatto dal primo giorno in cui è entrata in vigore: apponendo sulla ricevuta o fattura (fuori dall’imponibile e con obbligo di pagamento in contanti) la dicitura “quietanza per tassa di soggiorno”, così come già fanno nelle principali città italiane». Ma allo stesso tempo, il collega che Raugei tiene anonimo spiega di aver avvisato l’ufficio tributi di questa procedura: «a meno che non risulti che siamo costretti, non abbiamo intenzione di utilizzare il gestionale, né tantomeno modulistica da stampare a nostre spese. Non è nostra intenzione utilizzare un metodo di pagamento per il versamento dell’imposta al comune che comporti spese aggiuntive». Poi è lo stesso presidente del consiglio valpianese a dire la sua. «Ho sempre ribadito l’importanza della destinazione della tassa – spiega - a favore di progetti che effettivamente migliorerebbero l’offerta turistica». Raugei in questo senso ha già avanzato la sua proposta: «far confluire i soldi per la riapertura del Centro tartarughe , ovviamente in collaborazione con gli enti preposti». Infatti, si chiede l’operatrice «ma che fine ha fatto il Centro Carapax ? Possibile che da tre anni non si legga mai niente a tale proposito e che una tale eccellenza del territorio che era arrivata a 35mila ingressi annui». Potrebbe essere questa, secondo Raugei, una destinazione plausibile dei ricavati dell’imposta. «Sarebbe perfetta e farebbe digerire la tassa. L’importante da condividere comunque è la destinazione, in grado di avere un effetto leva per le presenze turistiche». «Il mio agriturismo – conclude il presidente del circolo - è molto piccolo quindi la mia battaglia è puramente ideologica. L’impegno che dedico a questo problema non trova nessuna giustificazione per l’eventuale risparmio».
Alfredo Faetti
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