Il Tirreno

Grosseto

Sterpaglie a fuoco, Aurelia chiusa

Bruciano i campi tra Albinia e Fonteblanda: bloccata la statale invasa dal fumo

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ORBETELLO. Circa dieci ettari di sterpaglie sono andati in cenere ieri nei campi tra Albinia e Fonteblanda, a Orbetello, creando non pochi problemi.

Il nuvolone di fumo infatti si è riversato sull’Aurelia, costringendo le forze dell’ordine a bloccare il traffico, anche sulle strade secondarie.

Non è stato comunque l’unico incendio segnalato ieri i vigili del fuoco delal provincia. A Magliano sono bruciate alcune sterpaglie, mentre a Civitella Paganico un incendio ha distrutto una vasta porzione di pineta e sottobosco. In tarda serata l’allarme è partito anche dal Bagnolo, Santa Fiora.

Il rogo nella campagna orbetellana, comunque, è quello che ha creato i problemi maggiori. L’allarme è scattato intorno alle 12, quando i vigili del fuoco hanno ricevuto una chiamata per una colonna di fumo che si stava alzando nella zona compresa tra Albinia e Fonteblanda. Un’area di sterpaglie e canneti. Le fiamme non hanno impiegato molto tempo a espandersi, ma il tempestivo intervento della squadra di Grosseto ha evitato che l’incendio si trasformasse in un vero e proprio inferno, visto che la zona in questione è incastrata tra vasti campi di erba secca. Per domare le fiamme sono intervenuti, insieme ai vigili del fuoco del capoluogo, anche il Corpo forestale dello Stato, la squadra antincendi della Provincia di Grosseto e i carabinieri. Un supporto è arrivato anche dal cielo, con l’ausilio dell’elicottero.

Ma se le operazioni di spegnimento non hanno preoccupato più di tanto, una volta presa in mano la situazione i problemi sono arrivati dall’Aurelia, che corre proprio a fianco di quei campi. Il fumo che si è riversato sulla carreggiata ha causato difficoltà al traffico, fino alla decisione di chiudere la statale così come alcune strade secondarie nella zona di Albinia, a causa della scarsa visibilità. Poco dopo le 16 sono state spente le ultime fiamme e il traffico è tornato regolare. Alla fine circa dieci ettari inceneriti, su cui sono partite subito le operazioni di bonifica, più il danneggiamento di qualche pino. Ignote ancora le cause dei vari incendi, ma è probabile che le origini siano legate al vento e alla scarsa attenzione di qualche sciagurato.

Alfredo Faetti

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