Attenzione
Maxidebito da un milione «Il Comune ci dia i soldi»
Bufera a Monte Argentario: con decreto ingiuntivo Coseca rimette in conto all’ente pubblico, suo socio consortile, due anni di fatture e lavori non pagati
PORTO SANTO STEFANO. Se gli enti pubblici sono sempre più strangolati dai tagli ai finanziamenti e dal patto di stabilità, a Monte Argentario c’è anche un vecchio debito che rischia di abbattersi come una mannaia sul patrimonio e sul bilancio dell'ente.
È il servizio di raccolta rifiuti e spazzamento effettuato nel 2007-2008 a Porto Santo Stefano e a Porto Ercole da Coseca, e che a quest’ultimo risulta non pagato per una cifra record: 1 milione e 231.486,44 euro. Il maxidebito sta gravando ora sul Comune di Monte Argentario, al quale è appena arrivato un decreto ingiuntivo promosso proprio da Coseca di fronte al tribunale di Grosseto. Per l’ente pubblico è un macigno pesante.
La società di rifiuti infatti, che in provincia di Grosseto si occupa di raccolta, trasporto e smaltimento, è un consorzio di 25 Comuni di cui fa parte anche quello di Monte Argentario. Ed è proprio a quest’ultimo - quindi a un socio - che Coseca sta cercando di imporre il saldo dell’arretrato, che secondo la società sarebbe stato pagato solo in parte. Il Comune del promontorio, dal canto suo, non appena ricevuto il decreto ingiuntivo ha dato incarico a un legale e avviato la macchina amministrativa con la determinazione di un impegno di spesa: 4.404 euro per farsi difendere dall'avvocato Piochi del foro di Siena, mentre Coseca si farà assistere dall’avvocato di Grosseto Romano Lombardi. L’ente guidato da Arturo Cerulli si costituirà dunque in giudizio contro il “ricorso per decreto ingiuntivo” presentato da Coseca «affinché - com’è riportato nella determina - lo stesso diventi esecutivo e comunque per mera tutela degli interessi patrimoniali di questo Comune».
Insomma. Da una parte Coseca rivendica il credito, dall’altra il sindaco Cerulli non pare d’accordo.
«Secondo noi - commenta il primo cittadino - quelle cifre non sono dovute: è roba che riguarda la vecchia amministrazione. Il Comune evidentemente ha pagato una parte che riteneva giusto pagare; loro invece la pensano diversamente. Abbiamo avuto diverse riunioni e non ci siamo trovati d’accordo, non è stata raggiunta un’intesa. Noi abbiamo messo l’avvocato. Se il giudice riterrà che dobbiamo pagare per intero ovviamente ci adegueremo, ma secondo noi quella cifra non è dovuta».
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