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Investita in bici La comunità tunisina perde la sua guida

Investita in bici La comunità tunisina perde la sua guida

GROSSETO. Il nome di Messadia Ben Taieb ai grossetani dice molto. Racconta una storia, quella di una donna conosciutissima nella comunità tunisina della città dove viveva da quarant’anni. Messadia,...

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GROSSETO. Il nome di Messadia Ben Taieb ai grossetani dice molto. Racconta una storia, quella di una donna conosciutissima nella comunità tunisina della città dove viveva da quarant’anni. Messadia, 67 anni, le sue origini non le aveva certo dimenticate. La sua città, Susa, affacciata sul Mar Mediterraneo aveva quei colori e quei sapori che la donna non aveva mai lasciato indietro. Viveva a Grosseto, in via Ungheria, dietro il parcheggio dell’ospedale Misericordia. Era lì che ieri poco dopo le 13 stava tornando, in sella alla sua bicicletta. Andava a casa, dove c’era ad aspettarla suo marito, dove avrebbe riabbracciato i suoi figli. Pedalava tranquilla, sotto l’afa dell’ora di pranzo in via Senese, quando ha svoltato a sinistra. Dietro di lei c’era un’auto, una Volvo station wagon. Alla guida dell’auto c’era un uomo di 39 anni residente a Marrucheti. L’impatto è stato violentissimo, Messadia è finita sul cofano della familiare e ha sfondato il lunotto della Volvo. Poi è finita a terra, in una pozza di sangue.

Il quarantenne che era alla guida dell’auto è sceso subito dalla Volvo e ha chiamato i soccorsi. La faccia nascosta dalle mani, la testa bassa mentre parlava con la polizia municipale intervenuta per i rilievi. Messadia è stata subito caricata su un’ambulanza del 118. Le sue condizioni erano gravissime, non c’era un attimo da perdere. Arrivata al pronto soccorso con una brutta ferita alla testa, i sanitari hanno deciso di far partire Pegaso per accompagnare la donna all’ospedale Le Scotte di Siena. Il reparto di neurochirurgia era già stato avvertito. Ma Pegaso non si è levato in volo, per quel viaggio che sarebbe dovuto servire a salvare la vita alla donna. Messadia è morta ieri pomeriggio, alle 16.30 circa. Allo stesso orario in cui Febo Comandi, che abitava in una strada vicinissima a quella della donna, è finito contro un auto. Erano vicini di casa, loro. Erano quasi coetanei. E sono morti lo stesso giorno, quasi alla stessa ora, in due incidenti stradali diversi ma con dinamiche simili: sulle due ruote, si sono scontrati con due auto.

Messadia Ben Taieb da tantissimi anni viveva a Grosseto, dove si era sposata e dove aveva concepito una figlia.

Era molto conosciuta in città, era particolarmente brava a cucinare e spessissimo, insieme ad altri rappresentanti della comunità tunisina della città organizzava cene a base di cous cous e si prestava per preparare piatti tradizionali della sua terra nei circoli e nelle associazioni, proprio per promuovere la cultura tunisina.

La sua terra le era rimasta nel cuore. Quei colori, quei profumi, quella vivacità che l’aveva fatta amare da tutti in città.

Il corpo di Messadia è stato portato ieri all’obitorio del Misericordia.

A ricostruire la dinamica dell’incidente ci penseranno ora gli agenti di polizia municipale, coordinati dal comandante Felice Carullo.

Francesca Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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