Sicurezza
«Bus, autisti maleducati» Protesta contro Tiemme
Le donne che utilizzano i servizi pubblici scrivono alla società di trasporti Sotto accusa l’uso del telefonino al volante e le fermate non rispettate
FOLLONICA. «Non è vero che il problema è il traffico». O almeno, a sentire chi prende l’autobus a Follonica, non è solo quello.
Sale la protesta per il trasporto pubblico cittadino. Trent’anni fa le strade erano le stesse, anzi d’estate c’erano ancora più persone in città eppure il servizio dei pullman funzionava benissimo, rispettando orari e fermate. Ora non è più così.
Un gruppo di donne che ogni giorno usufruisce del servizio per spostarsi nelle varie parti della città dopo aver scritto una lettera di lamentela alla azienda Tiemme, che non ha ancora ricevuto risposta, ha deciso di rendere pubblica la protesta che come destinatari ha principalmente gli autisti dei bus. «Il problema sono loro, non il traffico o i percorsi: sono spesso maleducati, non si fermano quando dovrebbero e sono sempre al telefono per i fatti propri», così le signore raccontano la loro versione dei fatti.
Sì perché pochi giorni fa sono stati gli stessi dipendenti Tiemme a lamentarsi per come vanno le cose nella città del Golfo. «Il trasporto pubblico per l’ennesima estate si trova a dover fare i conti con il problema del traffico e della errata gestione del servizio urbano», hanno dichiarato i dipendenti dell’azienda. Ma il punto di vista di chi invece utilizza quel servizio quotidianamente è completamente opposto. «Non sentono quando suoniamo per prenotare una fermata e così spesso la saltano» spiegano le follonichesi. «Questo perché sono sempre al cellulare e per di più hanno una persona che costantemente sta lì accanto a loro. È capitato che il bus non sia arrivato a Salciaina perché era in ritardo netto: una volta addirittura un autista ha sbagliato strada e stava continuando a proseguire per via Cassarello invece di svoltare. Quando glielo abbiamo detto si è pure offeso».
Non solo: le follonichesi parlano di una maleducazione dilagante, di risposte non proprio carine nei loro confronti. «Sa cosa disse uno di loro ad una signora che non ce la faceva a salire sul pullman? Se non ce la fa vada al Falusi. Non è possibile, ad usufruire del servizio sono per lo più gli anziani e a volte ci vuole un minimo di accortezza perché magari se frenano bruscamente qualcuno può cadere facendosi male sul serio, oppure altri hanno difficoltà a salire».
Dall’azienda spiegano che di solito per ricevere una risposta scritta ci vuole almeno un mese anche se i provvedimenti vengono presi subito, inoltre chiedono al gruppo di signore di evidenziare il giorno e l’orario di ogni disguido così che possano risalire a chi stava guidando in quel momento il bus.
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