La manifestazione
Limiti per cinema, bar e festa Pd
Impedite molte attività in centro. Ecco il quadro nelle altre città toscane
GROSSETO. Quattro luoghi di aggregazione differenti tra loro: il cinema all’aperto alla Cavallerizza, la festa del Pd, l’american bar “Su le mura”, il bar “Ricasoli”. Ad accomunarli è l’insostenibile rigidezza del regolamento acustico del comune di Grosseto. Che ne sta pregiudicando l’identità, fino a metterne a repentaglio la stessa ragion d’essere. In attesa di conoscere il destino della sala Eden saranno le troniere del Cassero il baluardo dell’intrattenimento estivo con iniziative di rilievo ma sporadiche, difficilmente in grado di deviare il monumento mediceo dal solco di desolazione che lo contraddistingue anche nell’ “anno delle mura”. Contestualmente nel centro storico aumenta il numero di serrande abbassate e persino le iniziative patrocinate dal municipio vengono multate perché non a norma con i vincoli acustici (il concerto di Alex Britti in piazza Dante o le notti bianche organizzate dall’Ascom, per citare i casi più eclatanti). «Dopo le prove fonometriche sulla Cavallerizza – lamenta Gianni Burroni, del cinema Stella – avrei dovuto stravolgere la posizione degli impianti e proiettare i film a volumi inadeguati. A queste condizioni il cinema estivo all’aperto non prenderà il via».
Chi invece ha già gettato la spugna è il proprietario del Su le mura al Cinghialino. «Avrei potuto organizzare 25 serate musicali – dice Gianluca Botti – ma dopo una decina ho preferito mettere per iscritto che rinuncio al diritto. Un mio amico ha effettuato una perizia dicendomi che non sarei mai stato a norma con i limiti di legge. Dovrei spendere mille euro per le rilevazioni, rischiando comunque le multe. Ho preferito rinunciare». Cancellando le serate musicali, Botti quantifica che rispetto all’anno precedente «ci rimetterò 3/4mila euro. Però vivo con meno preoccupazioni». Persino dietro la decisione del Pd di trasferire la propria festa al parco Ombrone, avrebbe influito anche il verosimile sforamento del tetto sonoro: dibattiti, concerti e balli verrebbero sanzionati dai vigili. Mentre la settimana scorsa, in occasione de “La notte sì ma di giovedì”, manifestazione organizzata dall’Ascom, il bar Ricasoli ha dovuto interrompere l’esibizione live di un gruppo reggae. A Conselice, comune di 10mila anime in provincia di Ravenna, nei giorni scorsi si sono esibiti i maremmani Cool Cats. «Non si avvertiva quell’aria di censura che respiriamo a Grosseto» riporta su Facebook Tiziano Giagnoni, componente della band. Il concerto è stato messo in piedi da un agenzia privata per la quale lavora Paolo Regina, ex direttore dell’Ascom grossetana, che pur ribadendo come dietro al suo addio ci siano state solo «motivazioni familiari, sono debitore verso la Maremma», qualche ostacolo a lavorare nel nostro territorio ammette di averlo incontrato. «A Grosseto i regolamenti sono molto restrittivi, benché l’amministrazione Bonifazi sia stata collaborativa. Molte resistenze provenivano anche da una parte dei residenti del centro storico e da alcuni commercianti». All’intuito di Regina si devono le Notti Bianche ed iniziative simili «che fino a poco tempo fa nessuno aveva mai pensato di organizzare. Purtroppo molti vivono queste novità come una minaccia. Ci vorrebbe più coesione, ma occorre tempo». Un’analisi che è una chiamata in correità di tutto il “sistema Grosseto”, non solo della politica.
Le altre città. Se nel centro storico di Grosseto l’estate è soprattutto sinonimo del caldo boccheggiante, in molti comuni rappresenta un’iniezione di adrenalina. Da quelli dell’area vasta della Toscana sud – Siena ed Arezzo – ad altri di dimensioni simili ma con peculiarità differenti. Conselice dove hanno suonato i grossetani Cool Cats ha un regolamento per le attività rumorose che prevede una ventaglio di decibel i cui picchi vanno da 65 a 108, a seconda degli eventi e dell’affluenza, al massimo fino alle 24.30. Rimini, paradigma estremo del divertimento, rappresenta l’ampiezza massima della forbice della tolleranza. Le attività musicali all’aperto in supporto ai pubblici esercizi hanno un tetto di 108 decibel fino a mezzanotte, senza bisogno di deroghe che, anche qui, andrebbero richieste 45 giorni prima. In alcune zone esiste il limite di 4 ore per la durata degli eventi, in altre nemmeno quello. «Al contrario di ciò che si pensa, la nostra movida è maggiore da settembre ad aprile piuttosto che d’estate – spiega Jamil Sadegholvaad, assessore alle attività economiche – legarsi ai decibel è fuorviante. Da noi la gente non si lamenta perché nessuno vuole una città sotto silenzio».
A Siena il regolamento per la disciplina delle attività rumorose, rispettando i paletti della legge regionale, è uguale a quello di Grosseto. Anche le problematiche sembrano essere le stesse. «Il centro storico potrebbe essere un po’ più vivo ma personalmente sono contraria a snaturarlo – dichiara l’ex assessore alla cultura, Lucia Cresti – non mi piace la formula delle notti bianche che comunque qui da noi non sono mai state fatte».
Tornata ad ospitare Arezzo Wave dopo anni di migrazione del festival, la città del Saracino ha regole le stesse regole in materia di rumori, ma le deroghe vengono concesse in tempi più rapidi: 15 giorni per quelle semplificate, un mese per le altre. «Un evento come Arezzo Wave ha allargato la mentalità dei cittadini – afferma l’assessore a cultura e spettacoli, Pasquale Macrì – e se in passato si verificavano lamentele saltuarie, oggi i residenti sono molto più tolleranti. Prima organizzavamo spettacoli solo in due piazze mentre oggi li abbiamo distribuiti in più punti».
Citata come modello nella gestione delle mura, per la quale è stata creata una fondazione ad hoc, Lucca è il palcoscenico di due festival musicali importanti, in versione summer e winter, che quest’anno tra gli altri hanno in cartellone artisti come Kasabian, Laura Pausini, Duran Duran. Anche qui stessi limiti ma tempi minori per la richiesta delle deroghe, 15 giorni, da avanzare al sindaco con una relazione specifica se la manifestazione dura più di 3 giorni.
Infine Pistoia, patria del jazz e del blues, proprio in questi giorni accoglie l’omonimo festival diventato ormai di respiro internazionale, nel centro storico si svolgono anche altri eventi come la giostra dell’Orso. Stesse norme imperniate sulla legge regionale, vengono concesse deroghe per iniziative della durata massima di 15 giorni. «Il numero di esposti dei cittadini non è alto e si concentra soprattutto in un particolare comparto, quello della Sala, in cui sono presenti numerosi locali serali e dove si svolge la “movida” pistoiese – afferma l’assessore all’ambiente, Ginevra Lombardi – cerchiamo di conciliare le esigenze di chi frequenta il centro storico con quelle di chi vi abita». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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