Il Tirreno

Grosseto

Un paese si mobilita per gli sposi

di Sara Landi
Un paese si mobilita per gli sposi

Le “nozze di Cana” di due giovani che l’hanno scelto per il matrimonio e anche per viverci

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CANA. C’è chi fugge dal paese d’origine perché fuori mano e privo di opportunità di lavoro e di svago e chi invece lo sceglie per sposarcisi e viverci con la propria famiglia. Una scelta ancora più in controtendenza se a farla sono due giovani. Nei giorni in cui i piccoli paesi della Maremma sono di nuovo sul piede di guerra per l’annunciato taglio di 33 uffici postali (non solo un servizio di pubblica utilità, ma anche un punto di riferimento per comunità fatte prevalentemente di anziani) arriva da Cana, nel comune di Roccalbegna, una storia di grande coraggio e di amore per il proprio paese. I protagonisti sono due giovani, Federico Silenzi, ingegnere, classe 1981, e Linda Luthi, ostetrica nata nel 1983 e in servizio al Misericordia di Grosseto. I due giovani domani alle 18 diranno sì con rito civile davanti al monumento simbolo del paese, la cisterna medievale di Cana. Una storia, la loro, che sembra di altri tempi perché non sarà affatto un matrimonio tradizionale, e non solo per la particolare location scelta per il loro sì. Intanto coroneranno il loro sogno in una data divenuta molto speciale già un anno fa, quando è nato loro figlio, Flavio. A sposarli inoltre sarà la presidente della Pro Loco di Cana, Lucia Tosini. Il loro desiderio? Avere tutto il paese, dagli anziani ai bambini, coinvolti nella preparazione del matrimonio. Così c’è chi, in questo singolare “wedding planning di paese”, preparerà un dolce, chi si è dato da fare per gli addobbi e chi per organizzare il tradizionale lancio del riso. Perché questo momento, anche in un matrimonio meno convenzionale come il loro, non può mai mancare. E visto quanto è impegnativo al giorno d’oggi organizzare le nozze, nessuno si è tirato indietro e tutti hanno voluto dare il loro contributo, ricambiando l’affetto che con il loro gesto Federico e Linda hanno manifestato per la loro comunità. L’attaccamento al proprio paese del resto Federico lo dimostra anche come amministratore del sito www.quellidicana.it, un blog dove scorre la vita del paese che non si vuole arrendere al declino e al lento invecchiare della propria popolazione e lo dimostra attraverso le iniziative, le feste (come quella molto rinomata della Biondina) e l’uso delle nuove tecnologie per mantenere i contatti tra i paesani “vicini e lontani”. Agli sposi che hanno scelto i sacrifici di una vita da pendolari pur di vivere e crescere il piccolo Flavio nel loro paese gli auguri da parte dei loro amici di Cana e della redazione del Tirreno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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