Il dolore
Invalido e senza lavoro: «Disperato, aiutatemi»
FOLLONICA. Follonichese disperato chiede una casa e un lavoro. Entro maggio gli avevano promesso che lo avrebbero aiutato e invece ancora dal Comune non gli hanno fatto sapere nulla. Loreno Ranaldi,...
FOLLONICA. Follonichese disperato chiede una casa e un lavoro. Entro maggio gli avevano promesso che lo avrebbero aiutato e invece ancora dal Comune non gli hanno fatto sapere nulla. Loreno Ranaldi, 58 anni follonichese, dice di essere arrivato alla disperazione: persona conosciuta nella città del Golfo ha svolto molti lavori tra cui ultimo la gestione di un’attività dove si occupava di serrande e tapparelle. Adesso però a causa di una malattia che lo ha reso invalido al 75% ha difficoltà a muoversi: ha chiuso il suo negozio nel 2010 ed ora vive con la moglie in un monolocale di pochi metri quadri. «Sono andato a parlare con il vice sindaco e mi aveva promesso che a maggio, mese in cui scadeva l’affitto della casa dove abito adesso, mi avrebbe trovato una soluzione» racconta Ranaldi. «Io prendo 268 euro di pensione, mia moglie lavora ogni tanto perché non riesce a trovare un posto fisso. Sono disposto a fare qualunque cosa ma ho cercato mi sono dato da fare, senza trovare nulla: ora sono alla disperazione». Ranaldi non vuole un sostegno economico, chiede un aiuto per trovare un’occupazione e una sistemazione, con quello che riesce a racimolare ogni mese non ce la fa a pagare l’affitto e le spese. «Per fortuna i proprietari della casa dove stiamo adesso – spiega il follonichese – ci fanno stare ancora lì, nonostante quello sia un appartamento destinato al turismo estivo: anche loro hanno ragione, hanno delle spese da sostenere ed è giusto che utilizzino come vogliono i loro beni. Il vice sindaco mi aveva garantito un aiuto davanti alla proprietaria stessa, ma non è cambiato nulla». Il suo nome compare nelle liste dell’emergenza abitativa, come molti altri però Ranaldi non ha ancora avuto una sistemazione, vista la crisi economica in corso che ha fatto aumentare le istanze di sostegno dei residenti. «Io capisco la situazione che stiamo attraversando, vedo con i miei occhi cosa sta succedendo, per questo nonostante i miei problemi di salute sono disposto a fare qualsiasi tipo di lavoro. Cercavano un operaio in cucina in un bar ma quando sono arrivato il posto era già stato assegnato. Questo per dire che non mi spaventa stare 8 ore in piedi, chiedo solo un’occupazione e un sostegno per trovare un appartamento dignitoso». I problemi sono tanti e quando Ranaldi racconta la sua situazione ha le lacrime agli occhi: «ora sono veramente disperato» dice continuamente.
Paola Villani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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