Attenzione
Il treno è soppresso, ma nessuno avvisa
L’inutile attesa di un turista con due figli, in partenza per Roma: «Abbandonati alla stazione»
GROSSETO. La stazione di Grosseto come quella di Macondo, il paese reso celebre da Gabriel Garcia Marquez in “Cent’anni di solitudine”. Lì non accadeva niente, generazione dopo generazione. Qui i treni semplicemente non passano. Rovinando le vacanze di chi ha prenotato un Frecciabianca con ampio anticipo.
Un lettore veneziano, Michele Marcucci, racconta la sua odissea. «Ho acquistato on line i biglietti da Grosseto per Roma, dato che ero in vacanza in Maremma insieme ai miei figli di 6 e 9 anni, e volevo portarli nella capitale. Ho prenotato così un Freccia Bianca in partenza alle 8, 38 da Grosseto. Ritorno previsto per le ore 20 circa dell’ 11 luglio».
Scena da film: bambini eccitati, l’idea di una visita in Vaticano e al Colosseo su uno dei treni più veloci di Trenitalia.
«Ma quello che è successo è da paese del Terzo Mondo sottosviluppato - dice Marcucci - Sono arrivato alla stazione di Grosseto alle 8, 10. Il mio treno era già segnalato tra le partenze: ore 8 e 38, binario 1, perfetto! Bevo un caffè al bar e aspetto al binario 1. Ma alle 8,38 ancora non si vede niente e non si vedrà proprio niente per tutto il giorno, neanche Roma». Già, l’altoparlante non dice niente, il tabellone elettronico nemmeno. Alle 8,45 il papà coi due bambini torna a guardare il tabellone: tutto come niente fosse, Frecciabianca previsto alle 8,38, ma nessun ritardo segnalato.
Alle 8,55 la svolta. Il treno sparisce dal tabellone. «Così mi insospettisco e chiedo in biglietteria - dice il veneziano - A quel punto mi dicono che il treno è stato soppresso, che sono già circa 10 giorni che un giorno sì e uno no questo treno viene soppresso. Ma come?! Trenitalia aveva il mio numero di cellulare con cui mi ha confermato la prenotazione, aveva la mia mail con cui ha riconfermato la prenotazione, e nessuno mi ha avvertito?».
Domande legittime che restano senza risposta nel momento in cui la giornata di vacanza inizia a diventare un miraggio. «E poi che dire della stazione di Grosseto in cui nessuno, dico nessuno, si è preso la briga di non segnalare nel tabellone che quel treno era stato soppresso?».
E immancabile arriva la beffa. Il nostro lettore non ha avuto neanche la soddisfazione del rimborso. «Trenitalia mi ha rimborsato solo 42,20 euro dei 53 euro che avevo speso, e non capisco il motivo. Ovviamente ho fatto reclamo. Ma ho paura che diventi un reclamo al municipio di Macondo: passeranno cent'anni e sul tabellone ci sarà ancora: 8,38 Frecciabianca 9761 per Roma Termini. E nessuno che dice niente».
Non si consolerà il turista veneziano. Non ha visto Roma, ma come lui toccherà a molti altri turisti. Ieri, per esempio, il Frecciabianca delle 18,16 per Roma aveva 75 minuti di ritardo. Stavolta, segnalati.
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