Sicurezza
Trentatré uffici chiusi Le Poste dicono basta
Piccoli centri montani e non solo nel lungo elenco degli sportelli “diseconomici” Per salvarli potrebbero servire in futuro a pagare il ticket o a rilasciare certificati
GROSSETO. Una lista lunghissima di uffici postali considerati diseconomici. In tutta Italia sono 1156, 33 riguardano la provincia di Grosseto: è il piano di riorganizzazione anti-crisi che Poste Italiane ha inviato all'Agcom.
E ha voglia l’amministratore delegato Massimo Sarmi a ribadire che «quegli uffici non li vogliamo chiudere. Quel report è solo una lista che siamo obbligati a inviare ogni anno all'autorità di riferimento. Però sono sportelli effettivamente sotto i parametri di economicità, quindi per non tagliarli stiamo raggiungendo accordi con gli enti locali per trasformarli in centri multiservizi».
In realtà, la preoccupazione dei comuni interessati è palpabile. E per salvare il salvabile, soprattutto in molti piccoli centri montani, ci sarà da battagliare oppure da trasformare il vecchio ufficio postale in uno sportello riciclato anche per l’anagrafe o per il pagamento di altre utenze.
Per il momento dalla lista si salvano pochi comuni: c’è Grosseto, con l’ufficio di Batignano; c’è Castiglione, con le Poste di Vetulonia e Buriano prossime alla chiusura, c’è anche Orbetello, con lo sportello a rischio di Talamone.
Tanti problemi anche per gli anziani dell’Amiata e delle colline: da Bagnore a Petricci, da Vallerona a Castiglioncello Bandini, passando per Sassofortino e Stribugliano. «La situazione è molto critica - ammette il sindaco di Manciano, Marco Galli, che ha ricevuto la lettera che include anche i “suoi” uffici di Saturnia, San Martino sul Fiora e Poggio Murella - ho in programma un incontro con i responsabili di Poste per scongiurare questa mannaia. A Poggio e San Martino non esiste nemmeno la banca, ci sono anziani che hanno aperto di proposito il conto alle Poste. E ora? Almeno due giorni a settimana dobbiamo conservarli». Una battaglia politica è quella che ha annunciato anche il presidente Uncem Oreste Giurlani, annunciando in conferenza a Massa Marittima i tagli degli sportelli di Tatti e Niccioleta. «Serve una bagarre per rimettere in discussione certe decisioni».
Ma il traffico postale continua a diminuire (-10% nel 2011 rispetto al 2010). E così la salvezza passa dai servizi a pagamento. Gli uffici potrebbero rilasciare certificati anagrafici o permettere di pagare il ticket sanitario. Tutto pur di non chiudere.
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