La manifestazione
Ormeggi sociali alla darsena sequestrata
Novità allo scalo d’alaggio del Valle: ottenuta la rimozione dei sigilli, il Comune avvia lavori di pulizia e riorganizzazione
PORTO SANTO STEFANO. L’attività della ditta Servizi Nautici Generali di Vincenzo Gabrielli, che smontava le tre strutture ancora esistenti sullo scalo d’alaggio del Valle, sulle quali scivolavano i “vasi” con sopra motopesca e motovelieri da alare o varare, aveva suscitato curiosità, perplessità e anche qualche preoccupazione. Visto che l’area, una volta al sicuro sotto l’ala protettrice del demanio e del Genio civile Opere marittime è da qualche tempo passata sotto gestione comunale, ci si chiedeva che volesse dire questo repentino risveglio dopo almeno quattro lustri che sul sito nulla si era mosso tranne un sequestro e la messa in opera di una recinzione.
Proprio perché la struttura è ora affidata al Comune, per capire cosa significhino i lavori in corso nessuna spiegazione può essere più precisa di quella del sindaco, Arturo Cerulli.
«Innanzitutto – esordisce Cerulli – è un’operazione di pulizia e di riordino, perché quegli scali erano inutilizzati non so da quanti anni e la zona era interdetta a tutti i livelli perché sotto sequestro. Abbiamo ottenuto che fosse tolto il sequestro, e non è stata una cosa facile. Per un lavoro che dura due o tre giorni, etichettato con il solito “che ci vuole a levare due vecchi pezzi di legno”, pochi si rendono conto che a monte ci sono due o tre anni di pratiche burocratiche. Quindi siamo riusciti nel nostro intento e abbiamo recuperato un’area interdetta alla nautica; uno specchio acqueo importante, al centro del porto, inutilizzato, recintato e pertanto inaccessibile. Abbiamo tolto una struttura pericolosa e una bruttura».
E ora?
«Ora in quella zona un progetto già approvato e per il quale sono stati già assegnati i lavori, prevede un altro tratto di camminamento per completare il percorso pedonale che dalla piazza dei Rioni arriva fino al Valle. A giorni inizieremo anche questo lavoro con il quale regolamenteremo l’area che abbiamo liberato. Questo nell’immediato. Successivamente vedremo di utilizzare quello specchio acqueo per scopi sociali e pensiamo alle barche degli “Amici del guzzo” e dei pensionati».
Cosa prevede per quella area il piano regolatore del porto?
«Prevede addirittura un riempimento. Va sottolineato che con questa operazione non è che abbiamo tolto uno scalo, abbiamo tolto soltanto una parte che non era utilizzabile, ampliando la fruibilità dell’area di alaggio e varo anche se i tempi sono cambiati e ci sono altri mezzi per alare e varare le imbarcazioni».
Ma il piano regolatore del porto a che punto è?
«È ancora in atto un lunghissimo ping-pong fra noi e la Regione per definire bene qual è la documentazione che ancora serve. Per questo i tempi sono sempre più lunghi del previsto e inoltre ogni momento cambiano le regole del gioco e di conseguenza cambiano i documenti che devono essere prodotti. Sono infatti previste ulteriori riunioni tra i tecnici regionali e i nostri. Ma c’è anche il discorso dell’Autorità portuale regionale che potrebbe interferire. Con la Regione c’è l’accordo che il Piano regolatore dovrebbe essere approvato prima della costituzione ufficiale dell’Authority, altrimenti avremo una ulteriore allungamento dei tempi».
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