Sicurezza
Maltratta la madre malata Arrestato un quarantenne
Infermieri dell’Asl trovano segni di percosse sul corpo dell’anziana e denunciano Sembra che l’uomo la picchiasse per farsi dare i soldi della pensione
GROSSETO. «Dammi i soldi». Per mesi ha maltrattato sua madre inferma per estorcerle qualche centinaio di euro di pensione: ora è in carcere su esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, e a scoprirlo sono state alcune infermiere dell’Asl 9 che, in servizio domiciliare, hanno trovato i lividi sul corpo della donna, avvertendo allarmate Asl e forze dell’ordine.
È solo l'ultima storia di maltrattamenti in famiglia che si consuma in Maremma; ma stavolta è una storia di violenza domestica particolare che non vede protagonisti una coppia di coniugi o di conviventi, ma un figlio e sua madre.
«Dammi i soldi, dammi la pensione», ha intimato per mesi un 40enne follonichese alla madre inferma che, sdraiata da tempo sul letto della sua camera dove non può muoversi, può solo osservare impassibile quanto le chiede il figlio mentre lui ne viola il corpo. Succede da mesi; forse addirittura da anni. Nella città del Golfo i due abitano insieme, sotto lo stesso tetto.
Lui è disoccupato, non ha soldi; non ha neppure precedenti. È del tutto incensurato. A volte accudisce con amore la donna ultrasettantenne, ma altre volte invece la maltratta, per una sorta di spirale morbosa che punta a procacciarsi soldi. La mamma - anziana e del tutto inferma - è praticamente ricoverata in casa. Ma lo stesso appartamento è frequentato anche dalle infermiere dell'Asl 9 che tutti i giorni prestano aiuto alla signora.
Ed è proprio qui, nel servizio domiciliare che si annida la chiave di volta di tutto. Perché sono le infermiere, a un certo punto, a notare strani segni sul corpo dell’anziana. «Cosa sono questi?» Prima un sospetto, poi un altro. Lividi, tracce visibili di schiaffi e pugni puntellano il corpo della donna, su cui proprio lui, il figlio, pare abbia sferrato colpi a più riprese, per estorcerle i soldi della pensione.
Le infermiere, senza dire niente a nessuno, a questo punto, si muovono in segreto e attivano una task force: mettono in moto le forze dell'ordine, avvisano Asl e Procura. La storia pare sia andata avanti da mesi se non anni, ma l’ultimo episodio risale al mese scorso quando emergono lividi evidenti e loro decidono di muoversi. La Procura di Grosseto si attiva con i carabinieri che avviano le indagini. I referti medici accertano la presenza di lividi e solo l’uomo, secondo la Procura, aveva accesso alla casa, data l’infermità della mamma.
Lunedì scorso il quarantenne è stato portato in carcere su ordinanza di custodia cautelare; la misura è stata chiesta dal pubblico ministero laura D’Amelio e disposta dal gip Marco Bilisari. Le motivazioni dell’arresto, a maltrattamenti in famiglia ed estorsione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google