Finanza
«La Mancini poteva presentare pratiche»
Il segretario generale del Comune contro il parere legale in commissione di controllo
GROSSETO. Un architetto, un ingegnere o un geometra può presentare pratiche edilizie e nel Comune in cui è assessore, a patto che non abbia deleghe in materia di urbanistica, lavori pubblici o edilizia. Il Comune finalmente risponde, indirettamente e a distanza di due settimane, alla questione sollevata dal Tirreno sulle pratiche presentate nell'ultimo anno dall'assessore Valentina Mancini. Il segretario generale Mario Venanzi, intervenendo in V commissione di controllo, sottolinea di essere in disaccordo con l'interpretazione contenuta nel parere dell'ufficio legale rilasciato dall'avvocato Cruciani. Il parere, richiamando il terzo comma dell'articolo 78 del Tuel «I componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato» - sottolineava che «chiunque libero professionista, competente in materia di edilizia e urbanistica, eserciti la libera professione non può essere componente della giunta comunale». Venanzi riconduce, tutto, invece, al dovere di astensione, dunque, niente incompatibilità, e spiega che quando l'assessore Mancini presentava le pratiche per conto della cooperativa La nuova Grosseto, come progettista e direttore dei lavori di due lotti del Peep Pizzetti, aveva sì, la delega alle aree Peep, «ma solo da un punto di vista patrimoniale, non urbanistico» inoltre l'assessore Mancini «ha rinunciato all'incarico di progettista e direttore dei lavori il 9 agosto del 2011», quindi dopo avere presentato le pratiche, ma anche «dopo avere partecipato, il 5 luglio – gli ricorda il capogruppo del Pdl Giacono Cerboni – a una giunta in cui si approvava la delibera 370 per la determinazione dei prezzi e delle quantità delle aree Peep». E Venanzi si limita a rilevare che «può essere capitato che in un atto si sia border line...». Ma il segretario generale parla anche delle pratiche presentate per conto del Consorzio agrario, di cui il Comune è affittuario, e spiega che «il contratto di affitto risale al 2004». In ogni caso ciò che taglia la testa al toro, per Venanzi, è che l'assessore Mancini non aveva deleghe per le materie per le quali il Tuel prevede l'obbligo di astensione. Discorso diverso per quanto riguarda la posizione dell'assessore Luca Ceccarelli, che è anche presidente di Iside. Le opposizioni contestano l'incompatibilità, forti anche di un parere del ministero dell'Interno, e la capogruppo di Sel Cristina Citerni sottolinea che è lo statuto di Iside a essere illegittimo, ma Cruciani e Venanzi qui concordano: gli incarichi e le consulenze che l'articolo 78 vieta agli amministratori di assumere presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza del Comune non hanno nulla a che vedere con le nomine di fiducia del sindaco.
Enrico Pizzi
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