Il dolore
Rete Imprese: «Imu 75% più dell’Ici»
Ma arriva un ribasso: l'aliquota sugli immobili delle attività produttive sarà dello 0,76% invece che dello 0,86%
GROSSETO. La buona notizia, o meglio una notizia migliore del previsto, arriva a stretto giro di posta, anzi, di cellulare: è il vicesindaco di Grosseto e assessore alle finanze, Paolo Borghi, che chiama, con un incredibile tempismo, il presidente di turno di Rete Imprese Grosseto, Gabriele Fusini, proprio alla fine della conferenza stampa, per comunicargli che l'aliquota Imu sugli immobili delle attività produttive, utilizzati direttamente dall'imprenditore-proprietario per la propria attività d'impresa, sarà dello 0,76% invece che dello 0,86% come previsto in un primo momento.
Insomma, il Comune di Grosseto applicherà l'aliquota base prevista per questo tipo di immobili, mentre per i capannoni e i fondi dati in affitto l'aliquota sarà quella più alta. Fusini aveva denunciato il fatto che «in una crisi economica che è la più grave dal dopoguerra, mentre si vedono morire imprese e posti di lavoro, sta diventando difficile anche rappresentare le imprese, perché i nostri interlocutori politici naturali, a livello locale, non hanno ancora capito la gravità della situazione».
Ma Fusini era andato oltre. «Il Comune di Grosseto – aveva esemplificato – ha annunciato un'aliquota Imu dello 0,86% per le imprese e aveva promesso di compensare il maggior prelievo rispetto all'Ici abbattendo la Tarsu, ma per il momento alle imprese sono arrivate le cartelle della tassa sui rifiuti esattamente come lo scorso anno».
E su questo fronte l'assessore Borghi para il colpo, in extremis, spiegando che il Comune studierà il modo di restituire parte della Tarsu versata dalle imprese. Ma non è tutto rosa: l'amministrazione comunale del capoluogo si prepara anche ad applicare l'addizionale Irpef, con un'attenzione, però, a mantenere bassa l'aliquota e a colpire solo le fasce di reddito più alte.
Fusini, in ogni caso, incassa un primo segno di attenzione alle imprese. Nel Comune capoluogo, infatti, secondo i calcoli della Cna, negozi e botteghe si sarebbero trovati a pagare oltre il 98% in più rispetto all'Ici dello scorso anno e invece pagheranno “solo” il 75,6% in più.
I laboratori pagheranno il 52% in più invece avrebbero pagato il 72% in più, mentre altri fabbricati adibiti a opifici o attività industriali o commerciali, avrebbero pagato oltre il 47% in più mentre pagheranno circa il 30% in più rispetto all'Ici versato nel 2011. Ma Fusini punta il dito contro Arcidosso e Castel del Piano che, per le attività produttive hanno già stabilito un'Imu rispettivamente dello 0,91 e dello 0,94%.
Nella lista nera di Fusini finiscono, poi, anche i Comuni che hanno adottato l'imposta di soggiorno (Massa Marittima, Scarlino e Follonica) e la Provincia che «Ha aumentato del 3,5% la rc auto per compensare l'esenzione dal pagamento dei passi carrabili per le attività agricole che già pagano un'Imu ridotta: capisco tutto – ha aggiunto Fusini – ma come è possibile che per 200 metri quadrati di laboratorio si possa pagare anche il doppio di quanto paga un immobile agricolo strumentale di 2mila metri quadrati?».
Rete Imprese Grosseto vuole accendere un faro sui problemi della piccola impresa in Maremma e per questo il 24 settembre gli imprenditori si confronteranno, in un luogo pubblico, con parlamentari, consiglieri regionali e amministratori locali, faranno le pagelle dei Comuni, alla luce delle manovre di bilancio che saranno approvate entro il 31 agosto, e poi scenderanno in piazza per far sentire ai cittadini il grido di sofferenza di chi, oggi, fa impresa.
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