Lutto
Il “nemico” Regione: «Ci ha danneggiato»
La rabbia di Gabriele Fusini: «Ha disegnato un cerchio attorno alla Maremma per farci fuori»
GROSSETO. «Per cosa dovremmo ringraziare i nostri rappresentanti in Regione?». Il presidente di Rete Imprese Grosseto, Gabriele Fusini, non ce la fa proprio a trattenersi. La Regione non sarà il nemico, ma – a sentirlo – non ha nemmeno fatto qualcosa per essere vicina al mondo delle imprese maremmane. In termini più generali Fusini rimprovera alla Regione Toscana di avere «liberalizzato il peggio», di avere fatto, cioè, solo quelle liberalizzazioni come gli orari di apertura dei negozi, che «in qualche caso – dice – finiscono anche per danneggiare la nostra rete commerciale». Ma lo sguardo di Fusini è rivolto anche ad altro. «Sono arrivati i soldi per le bonifiche – dice – ma sul territorio non resterà nulla, stanno prendendo il largo grazie a bandi di gara con appalti al massimo ribasso che favoriscono solo imprese che vengono da fuori e finiscono per escludere i locali». Nervo scoperto, poi, è quello del regolamento urbanistico del Comune di Grosseto. «La Regione – dice Fusini – sembra avere tracciato un cerchio attorno alla Maremma e poi ha detto: “qui dentro non si fa niente”». Il presidente di Rete Imprese Grosseto ricorda che «il governo ha approvato tutta una serie di incentivi per le ristrutturazioni, ha anche parificato l'acquisto di un'abitazione da un'impresa costruttrice all'acquisto da privati, escludendo il pagamento dell'Iva, ma per ridare una smossa all'edilizia servirebbe il regolamento urbanistico, invece la Regione lo ha soverchiato di osservazioni, lo ha bloccato e non credo che potrà vedere la luce prima del prossimo anno».
Ma Rete Imprese Grosseto se la prende, più in generale, con tutta la pubblica amministrazione in Toscana, definendola «una tassa occulta che sottrae risorse alle imprese e alle famiglie». I numeri sono emblematici, secondo Rete Imprese Grosseto. In Toscana i Comuni sono 287 e 112 di questi hanno meno di 5mila abitanti, ci sono oltre 2.90 consiglieri comunali e oltre 1.100 assessori. I dipendenti pubblici sono 8 ogni mille abitanti, meno della Sicilia (11,8 ogni mille abitanti), ma più di Veneto e Lombardia (6 e 6,7 ogni mille abitanti) e i dirigenti comunali sono uno ogni 8.043 abitanti, più che in Emilia, Sicilia, Veneto e Lombardia. A ogni cittadino toscano la pubblica amministrazione nel suo complesso (10 province, tre aree vaste, 13 comunità montane, 7 unioni comunali, 36 ambiti territoriali, 12 Asl, 9 società della salute e 9 Ato tra acqua e rifiuti) costa 96 euro, a fronte di una media nazionale di 38 euro. Per Fusini c'è né abbastanza per incrinare l'immagine di una Toscana virtuosa.
Enrico Pizzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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