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Grosseto

A Poggetti Vecchi prima c’era un lago

A Poggetti Vecchi prima c’era un lago

La zona è conosciuta da molti secoli e in una carta del 1670 si parla di acque termali

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ROSELLE. Poggetti Vecchi non è un luogo qualunque. Tutt’altro. Il toponimo è citato già nella settecentesca Carta topografica generale del Lago di Castiglione e prima ancora nella relazione sul Capitanato di Grosseto firmata da Boldrini nel 1670. Nella stessa Carta è ben evidenziato un laghetto, presente anche nella rilevazione del 1822 del Catasto Leopoldino.

Oggi come allora acque termali (a 36°) si trovano, praticamente in superficie, lungo la strada (ancora esistente) che dai Poggetti porta al Terzo, e la cui prosecuzione in linea retta conduce ai piedi della collina di Roselle.

Il Curri, nella sua carta archeologica, riferisce che “ai piedi dei Poggetti Vecchi scaturisce una sorgente di acque termali”.

In tempi recenti la polla, che affiorava in uno stagno, è stata imbrigliata e utilizzata, in parte per il condizionamento di un essiccatoio, in parte per scopi irrigui.

Da oltre 60 anni si sa che ai Poggetti Vecchi, sotto il piano di campagna, a due metri di profondità, c’è una platea pavimentata con grandi lastre di trachite.

Non solo. Nel corso dei lavori per la costruzione dell'essiccatoio, furono in parte demoliti muri in opera cementizia e ritrovati frammenti di vasi, ceramiche e pezzi di marmo. Evidente insomma il passaggio dell’uomo nel corso dei secoli.

Si racconta che durante i lavori di sbancamento per la realizzazione di Villa Ceccarelli fu trovata una tomba a cassone formata da grandi lastre di trachite, con una lastra della stessa pietra per copertura.Conteneva uno scheletro adagiato su un fianco in posizione rannicchiata.

La deposizione era priva di corredo. E oggi, a poca distanza, ecco tornare alla luce il cimitero degli elefanti preistorici. (gb)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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