Sicurezza
Polpette avvelenate nel giardino di Villa Pizzetti
Due cani rischiano l’avvelenamento durante la passeggiata Il veterinario: «Quell’area è privata, non ci possono venire»
GROSSETO. Polpette avvelenate a Villa Pizzetti. La segnalazione della proprietaria di due cani che hanno rischiato di morire a causa di un veleno per lumache trova riscontro nei vertici della Asl. Ma l’azienda sanitaria sottolinea che quell’area è preclusa al pubblico ad eccezione degli avventori del presidio ospedaliero. Giovedì scorso Giovanna Vannoni stava passeggiando con i suoi due segugi, Brando e Bianca di otto e tre anni. «Li porto abitualmente in quel parco perché è una delle poche zone ombreggiate e riparate dal sole. Però li tengo sempre al guinzaglio e raccolgo le loro deiezioni». Proprio la vicinanza ai suoi due cani – impossibilitati ad allontanarsi liberamente - ha permesso alla donna di accorgersi che prima uno e poi l’altro stavano masticando «delle polpette di carne dalle quali spuntavano alcuni pallini blu visibili a occhio nudo». La prontezza di riflessi non è bastata a evitare che i due animali inghiottissero i bocconi, ma la signora Vannoni ha intuito di cosa si trattasse e si è recata immediatamente dal veterinario.
«Il medico li ha sottoposti subito a una lavanda gastrica. Poi ha prelevato dei campioni di vomito per inviarli al laboratorio zooprofilattico». Il responso delle analisi ha confermato quanto ipotizzato. «Il mio non sarebbe nemmeno il primo caso in quella zona», dice, ma gli animali non hanno riportato conseguenze gravi. Se la padrona, tra lo spavento e la rabbia, afferma che «lì i cani non ce li porterò mai più», il responsabile del dipartimento di prevenzione della Asl9, Paolo Madrucci, ribatte che «non avrebbe mai dovuto portarceli». «Sul cancello dell’accesso principale di Villa Pizzetti è ben visibile il divieto mentre nell’entrata secondaria no, ma c’è bisogno dei cartelli segnaletici per capire che dentro il parco non è possibile portare i cani e nemmeno andare a correre? – si interroga retoricamente Madrucci – chi lo fa è un cafone e non conosce le regole del vivere civile. Quella è una proprietà privata dell’ Asl e dell’Inps, che possiede parte dei terreni. I cancelli restano aperti alcune ore della giornata per consentire esclusivamente il transito a chi usufruisce dei servizi sanitari». A seguito di un’altra segnalazione con tanto di sopralluogo della polizia municipale, Madrucci però conferma che nell’aree verdi circostanti la struttura ospedaliera «sono state trovate alcune scatolette di cibo per cani con dentro il veleno per le lumache. È ovviamente un reato sul quale sta indagando la polizia provinciale». Al di là degli aspetti penali e del fatto che in quel parco chi ha fatto la segnalazione non avrebbe nemmeno potuto accedervi, resta l’interrogativo sull’adeguatezza della manutenzione di un luogo dove transitano anche bambini piccoli. «La pulizia dei viali e delle zone attigue è affidata alla cooperativa sociale Lisa. Si tratta di ragazzi diversamente abili assistiti da alcuni tutor. Ipotizzare che qualcuno di loro possa aver disseminato il veleno perché stufo di raccogliere le deiezioni dei cani non ha senso». Madrucci evidenzia come «la pulitura dell’area venga effettuata quotidianamente» ma poi è costretto ad ammettere che «stiamo parlando di tanti ettari e controllarli tutti è letteralmente impossibile».
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