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Grosseto

POLEMICA A cinigiano

Erba alta e incuria nel cimitero

Erba alta e incuria nel cimitero

La rabbia di un lettore: «Non possiamo nemmeno pulire da soli»

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CINIGIANO. Ugo Foscolo ne “I Sepolcri”, lo aveva inteso perfettamente: una società che non conserva il culto dei morti fra i suoi valori spirituali più preziosi, non merita di sopravvivere.

A quanto pare, gli amministratori pubblici di Cinigiano non sembrano essere dello stesso avviso. Infatti è da qualche tempo che all'interno dell'area cimiteriale regna l'incuria e il degrado. Erba alta tra le tombe, vialetti incolti che hanno indignato un cittadino che è solito recarsi giornalmente a trovare i cari estinti nel cimitero che si trova a ottocento metri dal centro abitato.

Antonio Anselmi, il nostro lettore, illustra una situazione che presenta «viali d'accesso, siepi e zone verdi in generale lasciate completamente incolte e abbandonate alla cura del singolo. Al di là della tomba dei familiari, da curare come da consuetudine, nessuno per legge può intervenire sugli spazi comuni del cimitero. La manutenzione dovrebbe infatti essere puntualmente effettuata da una ditta preposta su ordinanza del sindaco».

«Non ho la minima intenzione di puntare il dito contro qualcuno in particolare - aggiunge ancora Anselmi - ma bensì ottenere risposte concrete. Vorrei soltanto rispetto per un luogo frequentato per lo più da persone anziane. Comprendo anche le difficoltà economiche dell'amministrazione comunale, ma allora qualcuno mi spieghi per quale motivo le risorse non mancano per spettacoli e eventi e non si trovano per rendere decoroso e pulito un ambiente pubblico che sta a cuore a tutta la cittadinanza».

Oltre a questo c'è da aggiungere che tramite l'ordinanza numero 32 del comune di Cinigiano, di recente sono stati invitati i cittadini, proprietari di terreni, orti e giardini del centro, «a provvedere ad eseguire i lavori necessari affinchè sia salvaguardata la conservazione del decoro dei luoghi». Come dire, orti, prati e giardini sì, cimiteri no. Oltre al danno anche la beffa.

Alessandra Galgani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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