Proteste
Riecco Borghi: «Torno candidato»
GAVORRANO. Massimo Borghi è tornato a parlare. «Oggi si apre la campagna elettorale a Gavorrano» dice all’ombra dei castagni nel parco della Finoria. In mano ha il decreto che scioglie...
GAVORRANO. Massimo Borghi è tornato a parlare. «Oggi si apre la campagna elettorale a Gavorrano» dice all’ombra dei castagni nel parco della Finoria. In mano ha il decreto che scioglie definitivamente il consiglio comunale, firmato dal presidente Giorgio Napolitano, rinviando tutto a prossime elezioni.
E per quella data c’è già una certezza: lui, come candidato a sindaco della (sua) maggioranza che oggi governa il Comune. «Sarà una colazione aperta» dice Borghi, senza escludere nessuno. Neanche il Pd.
«Il punto principale è il dialogo con i cittadini – spiega – e noi abbiamo un grande dialogo con quella fetta di popolazione che vota per il Partito democratico. Sempre aperto». È tornato Borghi, anche se in realtà non se n’è mai andato. Quando il marzo scorso è decaduto dalla carica di primo cittadino, a seguito delle sentenze dei tribunali che lo hanno giudicato ineleggibile, la sua coalizione, “Centrosinistra gavorranese” (Sel, Psi, Verdi e Comitato Gente Comune) , mise subito le cose in chiaro: «alle prossime elezioni Borghi (Sel ndc) ci sarà e sarà il nostro candidato».
Quella stessa coalizione «che mi ha supportato dalle primarie del 2009 fino ad oggi» dice il selliano con convinzione.
Parla seduto su un tavolo della Finoria, circondato da tutti i componenti della maggioranza, dal prosindaco Elisabetta Iacomelli ai consiglieri. Sarà lei a traghettare il Comune fino alle prossime elezioni. La maggioranza lo ha sempre detto e a questo punto non ci sono più dubbi.
In caso contrario, infatti, ieri la conferenza stampa l’avrebbe organizzata la prefettura di Grosseto per nominare un commissario straordinario. Lo scioglimento del consiglio è un passaggio necessario per poter indire nuove elezioni. A quando? Probabilmente per la primavera 2013, anche se il capogruppo Mauro Giusti lancia un appello. «Gavorrano è pronta: votiamo il prima possibile. A ottobre sembra che voterà la Sicilia per il consiglio regionale. Potremmo affiancarci a loro. Faccio un appello al prefetto di Grosseto affinché faccia richiesta».
Ipotesi difficile, che potrebbe rafforzarsi in caso di elezioni politiche anticipate, nel caso i partiti nazionali stacchino la spina al governo Monti. Ma che sia ottobre o primavera, ormai gli occhi sono proiettati alle urne. «Voglio che il terzo grado di giudizio sia in mano agli elettori» dice Borghi. Il 12 giugno infatti è scaduto il termine per presentare ricorso in Cassazione sul caso ineleggibilità. L’ex sindaco ha preferito evitare, «per il rischio che le elezioni slittassero addirittura al 2014». Ma gli occhi sono rivolti anche al presente. «La maggioranza sta lavorando bene», dice Borghi, a dispetto «delle opposizioni che si arrampicano sugli specchi pur di dire che a Gavorrano le cose vanno male».
Quelle stesse opposizioni a cui però, oggi, il selliano non chiude la porta. «La nostra è una coalizione aperta. Nei programmi non ci sono tabù: i punti si possono tagliare o incrementare». Aperta anche al Pd, o quanto meno al suo elettorato, con cui c’è come detto «un dialogo sempre aperto». Coalizione aperta, ma con un punto fermo: Massimo Borghi candidato a sindaco, deciso all’unanimità dalle varie forze che ne fanno parte. Ma il Pd accetterà questa condizione?
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