Il Tirreno

Grosseto

«Impianto sovradimensionato»

di Michele Nannini
«Impianto sovradimensionato»

Il parere negativo all’inceneritore del Comune di Follonica dopo la relazione dell’ingegner Rabitti

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FOLLONICA. Trentasette pagine di analisi con una conclusione: l’impianto di Scarlino Energia non è compatibile dal punto di vista ambientale e di salute pubblica nonché di opportunità per ciò che concerne l’efficienza energetica e il rendimento elettrico. Alla base del parere negativo del Comune di Follonica alla domanda di Aia e Via presentata dall’azienda scarlinese c’è la relazione dell’ingegner Paolo Rabitti che ha analizzato la documentazione prodotta dall’azienda, sollevando numerose eccezioni tutte recepite dall’amministrazione del Golfo nella conferenza di qualche giorno fa.

Il primo punto “di sconcerto” come definisce lo stesso professionista è riferito alla quantità di energia elettrica prodotta, con dati discordanti fra i parametri forniti dall’azienda e quelli della Provincia sia sulla quantità di energia prodotta che sul rendimento dell’impianto. L’efficienza energetica risulta infatti secondo Rabitti fuori dalle direttive in materia: «L'efficienza energetica dell'impianto di Scarlino, pari a 0,47, è molto inferiore a quella di 0,65 richiesta dalla nuova direttiva 2008/98/Ce per gli impianti entranti in funzione dopo il 2008 – sottolinea Rabitti – per poter richiedere l'autorizzazione all'impianto l’azienda deve dimostrare, con dati effettivi desunti dal reale andamento dell'impianto, che il rendimento è superiore a quanto richiesto dalla direttiva europea, ma analizzando gli stessi dati forniti da Scarlino Energia si scopre che ciò è impossibile» a meno di non aver fornito dati non reali. Rabitti contesta anche la carenza di approfondimenti specificati nella sentenza Tar sull’impatto ambientale delle altre aziende del settore, sulla valutazione dello stato di salute dei residenti nei comuni di Follonica e Scarlino e sulla fauna ittica, carenza che «non può consentire il proseguimento della procedura di Via dato che la sentenza del Tar è esecutiva e quindi, al momento, efficace».

Preoccupanti anche i dati sanitari relativi al monitoraggio di composti diossina e simili. «Rispetto al panorama internazionale e nazionale le concentrazioni plasmatiche di sostanze diossina-simili misurate in campioni di popolazione anziana residenti in aree comparabili con quelle di Follonica e Scarlino si collocano in un range medio-alto nel confronto con analoghe popolazioni che non hanno subito incidenti rilevanti con coinvolgimento di questa categoria di sostanze tossiche».

Anche la concentrazione di diossina nel terreno a valle dello scarico risulta superiore agli standard di qualità ed ai limiti di legge, superamento dovuto secondo l’ingegner Rabitti alla nuova attività di incenerimento e non alle situazioni pregresse, mentre la concentrazione degli idrocarburi sarebbe stata determinata usando un metodo diverso da quello previsto dalla normativa. «Appare infine inaccettabile a fronte delle criticità evidenziate che l’azienda – conclude – proponga un aumento della quantità ed un peggioramento della qualità dei rifiuti da incenerire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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