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Grosseto

«Una costruzione abusiva, va abbattuta»

«Una costruzione abusiva, va abbattuta»

Il sindaco torna sulla villetta fucsia di via dei Laghi. La proprietaria è stata arrestata per furto

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GROSSETO. Sorta abusivamente nei primi anni duemila, a dispetto di ordinanze e diffide non è stata ancora demolita. Anzi, nonostante i sigilli dei vigili, è stata persino ampliata. La casa rosa fucsia in via dei Laghi, con i vari annessi, può essere assunta ad emblema dell’impotenza delle istituzioni a far rispettare la legge. Dal sindaco ai funzionari comunali sono tutti d’accordo nel dire che quelle strutture, edificate in un’area sottoposta a vincoli archeologico ed idrogeologico, vadano abbattute. Ma da almeno otto anni – risalgono al 2004 i primi sopralluoghi effettuati dalla polizia municipale e dai carabinieri – nessuno è riuscito a tradurre le intenzioni in atti concreti. Il Comune, proprietario del lotto di terreno, adesso ci riprova. L’obiettivo minimo è quello di limitare i danni bloccando l’espansione della villetta. Un’ordinanza del settore gestione del territorio diffida Pamela Fè, la committente dell’immobile in via dei Laghi 129, e Ioan Munteanu e Ioan Ristei, in qualità di esecutori materiali, affinché sospendano i lavori. L’edificio (costituito da blocchi di cemento e sorretto da otto pilastri) al momento dell’ultimo sopralluogo di aprile era in corso di ultimazione. Entro un mese e mezzo dalla notifica dell’atto verranno adottati i provvedimenti definitivi che ingiungeranno ai proprietari la demolizione. Se ciò non accadrà, la procedura prevede che l’amministrazione accatasti a proprio carico la struttura, decidendone poi le sorti. Un’eventualità sarebbe quella di sanare gli abusi e poi destinare gli immobili a finalità sociali. Ma il sindaco Bonifazi respinge l’ipotesi. «Fin dal 2008 ne ho chiesto l’abbattimento ed è quello l’indirizzo che vogliamo seguire. Purtroppo ci sono state delle difficoltà oggettive». Nello stesso anno costituì un gruppo di lavoro composto da alcuni uffici comunali - urbanistica, patrimonio, lavori pubblici, sociale – con il compito di dirimere tali problematiche. «Io firmo le ordinanze, poi però spetta a loro renderle eseguibili. Anche con l’ausilio delle forze dell’ordine». Tra le difficoltà citate dal sindaco ce ne sono alcune di carattere umanitario: «pensavamo che quelle case fossero vuote e invece vi abitano una ventina di persone, compresi molti minori» e altre di ordine pubblico. Un dipendente comunale che vuole restare anonimo racconta infatti di come «senza polizia e carabinieri, è impossibile mandare lì le ruspe. Operai e vigili hanno paura. Ai mezzi della ditta che dovrebbe occuparsi della demolizione una volta sono state squarciate le gomme». Nel 2007 Pamela Fè aveva patteggiato la pena assumendosi la responsabilità dell’abuso ma meno di un mese fa lei ed altre quattro persone – Clei Cavazza, Silvano, Mariolino e Mery Alasia – sono state arrestate per un furto da 400mila euro nella villa a Perugia dell’allenatore di calcio Walter Novellino. Ad oggi da parte del Comune non è stato effettuato nemmeno l’accatastamento a proprio carico e Bonifazi ammette di «non poter fare previsioni». (l.s.)

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