Sicurezza
Profumeria tartassata dai furti
Banda di stranieri prende di mira un negozio del centro. Paura tra le commesse
GROSSETO. «La mia compagna è terrorizzata e tutti i giorni sono costretto a scortarla», racconta un grossetano. Da sei mesi si ripete la stessa storia: il negozio in cui lavora la fidanzata - una profumeria del centro di Grosseto - è tartassato di furti. Più d’uno al giorno e dall’identico copione. Le commesse vivono nella rabbia e nel terrore, al punto che il compagno di una di loro ha deciso di prendere carta e penna per scrivere al questore.
«L'attività in cui lavora la mia compagna - denuncia - è presa di mira da barboni e giovani stranieri. La tecnica è quella di far tutto velocemente: i furfantelli entrano almeno in 3 e mettendosi agli angoli del negozio non permettono di controllare quel che fanno. Ovviamente chi sfugge al controllo fa gli “acquisti”. Non solo. Se una delle commesse minaccia di chiamare il 113, loro si dileguano insultandole di fronte ai clienti attoniti, e minacciano di aspettarle fuori quando chiudono il negozio». Due giorni fa accade l’ultimo episodio, che ha propaggini fuori dalla profumeria. Passando per il centro, davanti a un bar, «uno di loro guarda la mia fidanzata e si rivolge a lei in lingua straniera...
Lui non ci vede più e chiama il 113. Ora la mia compagna è terrorizzata, teme di trovarseli davanti fuori dal negozio e io sono costretto ad andarla a prendere tutte le sere». Del gruppo, la pattuglia dei poliziotti ne ha identificati uno su tre. Gli altri due, che si sono dileguati, sono facilmente riconoscibili. «Uno di loro è alto, asciutto e pieno di tatuaggi alle braccia: ha 25 anni mentre l’altro è più basso e tarchiato, ha la stessa età ma con fisico palestrato. Costoro si trovano tutti i giorni di fronte a un bar, con le auto parcheggiate di fronte ai cilindri dissuasori che danno accesso al corso. Bevono e urlano dietro alle ragazze. E noi non ne possiamo più».
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