Attenzione
Porto di Talamone, presto il nuovo look
Manterrà lo stesso specchio acqueo con un piccolo restyling alle banchine; spesa ridotta di un terzo
TALAMONE. Il nuovo look del porto garibaldino di Talamone sembra avere i giorni contati e la volontà di riqualificazione del comune di Orbetello potrebbe indurre anche l’eroe dei due mondi, lassù dalla sua nuvola, a gioire per il fatto che il nuovo approdo manterrà a mare lo stesso specchio acqueo attuale e a terra prevederà un semplice intervento di restyling, con il minimo indispensabile sulle banchine. In modo tale che il paese dei lupi di mare possa costituire un’amalgama unica, non risultandone distaccato come nelle ipotesi dei progetti della vecchia giunta Matteoli. Queste le basi del nuovo indirizzo per la variante che, come spiega il giovane assessore all’urbanistica Alessandro Ragusa, avrà un intervento di un costo ridotto di circa un terzo rispetto a quello precedente: «Il nostro ideale di riqualificazione non prevede la costruzione di volumetrie edilizie aggiuntive: il concessionario che si aggiudicherà il bando per il nuovo porto finanzierà il suo intervento con la sola gestione dei posti barca. Infatti, un discorso è che le economie di un progetto tornino, ed un altro è che si speculi sulla riqualificazione di un porto prevedendo anche lo sfruttamento di aree per l’edilizia residenziale e ricettiva».
Dunque una chiara volontà, da parte dell’amministrazione, di sfruttare a servizio del nuovo approdo turistico tutto ciò che già esiste in paese, senza creare ulteriore concorrenza in settori che non siano quello della nautica: tutto questo lasciando pressoché invariata la previsione di posti barca che dovrebbero essere circa 750: «Abbiamo analizzato nuovamente questo aspetto - continua il giovane uomo Sel - richiedendo un nuovo studio di settore che ci ha evidenziato una maggiore esigenza, per il porto di Talamone, di barche medio piccole. Inutile prevedere molti posti per grandi imbarcazioni quando qui non ci sarebbe nemmeno presente la cantieristica adatta alla loro manutenzione».
E se lo specchio acqueo sarà identico, risulta interessante capire come il porto verrà protetto dal mare e dalle correnti: «Il braccio a mare esistente non verrà prolungato, bensì solamente riqualificato. Questo dovrebbe permettere una protezione dai venti da sud-sudovest che sono quelli che generano maggiore moto ondoso. Per quanto riguarda il lato sinistro dell’approdo - puntualizza Ragusa - la ditta che si occupa della progettazione ci ha proposto, in base alle nostre linee di indirizzo, di effettuare una piantumazione artificiale che possa frenare le correnti, proteggendo l’ormeggio delle imbarcazioni».
Un’ipotesi questa che troverà senz’altro il plauso del mondo ambientalista e che si dovrebbe concretizzare con la messa in mare, nell’attuale zona delle catenarie, di una serie di griglie in cui sia già stata inserita della posidonia ed altre tipologie di vegetazione sottomarina: per intenderci una sorta di tappeto artificiale come quello degli stadi, da immaginare sotto il livello del mare. La zona dei parcheggi sarà prevista sotto l’attuale cimitero e dovrebbe individuare circa 600 posti auto ed una nuova riprogettazione della viabilità che, sia per Talamone che per Fonteblanda sarà inserita nel nuovo regolamento urbanistico del comune di Orbetello.
«Entro poco più di un anno la variante urbanistica sarà pronta e sarà senz’altro a buon punto anche il piano del Porto - conclude Ragusa - del resto siamo ripartiti da capo e lo dovevamo fare: la disapprovazione delle scelte impattanti della vecchia giunta si è quantificata lo scorso anno nella nostra vittoria elettorale, e la speranza attuale è quella che la gente di Talamone possa continuare a vivere in un luogo a dimensione d’uomo».
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