Il Tirreno

Grosseto

La laguna soffoca, grande moria di pesci

di Claudia della Verde
La laguna soffoca, grande moria di pesci

Bavosi e calcinelli galleggianti dalla riviera di ponente, intanto continua il pompaggio di acqua marina per salvarne altri

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di Claudia della Verde

ORBETELLO

La laguna soffre ed i primi segni, peraltro già annunciati dall'ex commissario Rolando Di Vincenzo, stanno visibilmente affiorando sulle sue rive. La macabra scoperta è avvenuta agli albori della mattinata di ieri. Si tratta di una massiccia moria di piccoli pesci, per lo più bavosi e calcinelli, di difficile quantificazione, i quali, dalla riva di ponente stanno galleggiando per spostarsi, con le correnti, nel versante opposto attraverso il fosso Glacis. «Questa è una situazione che si è sempre ripetuta nel corso degli anni, sia d'estate che in inverno (quando le acque si gelano)- spiega Di Vincenzo - i pesci, quelli piccoli, hanno sempre avuto difficoltà nel sopravvivere sotto lo stress degli eventi atmosferici.

Da ex commissario, comunque sempre interessato alla situazione, se ci fosse stato un problema più grande me lo avrebbero fatto sapere». Continua nel frattempo il pompaggio delle acque marine a tamponamento del problema, unico metodo utile per garantire la sopravvivenza dell'ecosistema. Circa un milione di metri cubi di acqua al giorno immessi in laguna, un venticinquesimo di questa, che toccano però temperature ancora troppo elevate, arrivando alla soglia dei trenta gradi. Ancora bloccata è invece la raccolta delle alghe. Queste, secondo Di Vincenzo, non preoccuperanno finchè le famose “macchie bianche”, agglomerati galleggianti delle stesse, resteranno nella loro forma a “macchia di leopardo”. «Se invece le alghe si dovessero presentare accentrate ed a mo' di macchia d'olio- prosegue Di Vincenzo - il rischio sarà quello di un blocco delle correnti interne ed i pesci, specialmente quelli di piccole dimensioni, rischieranno di rimanere intrappolati nell'acqua senza ossigeno».

In più le alghe, decomponendosi, contribuiscono alla formazione di idrogeno solforoso, anche se la recente moria non è da attribuire soltanto a questa circostanza. «Per quanto si possa intervenire, la laguna soffrirà sempre nei mesi estivi, poiché questi sono eventi che non si governano- dice l'ex commissario - Forse nelle giornate di sabato e domenica il libeccio potrà portare ad un abbassamento delle temperature, mai state così alte in questo periodo». Ringraziando comunque l'assessore regionale Pd, Anna Rita Bramerini, per l'impegno profuso in questi ultimi mesi per la risoluzione dei problemi legati alla laguna, Di Vincenzo conclude che «è necessario continuare con il pompaggio per evitare anossie, nel frattempo auguriamoci che questo problema non si estenda anche ai pesci più grandi, anche se credo che la situazione sia davvero grave». Una problema, tra l'altro, che oltre alla fauna naturalistica, presenta risvolti economici da non trascurare. La cooperativa La Peschereccia, che possiede delle vasche colme di pesci nel versante di Santa Liberata (Frecciolosa), rischia con queste elevate temperature, di compromettere la propria attività di allevamento e commercializzazione.

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