Il Tirreno

Grosseto

spending review a pitigliano

Camilli difende il suo ospedale

Camilli difende il suo ospedale

«Pronto a rivolgermi alla magistratura se lo chiuderanno»

3 MINUTI DI LETTURA





PITIGLIANO. Spending review, termine anglofono sinonimo di “riduzione della spesa”, ma che per la gente dei piccoli centri appare più come una drastica riduzione dei servizi, soprattutto in ambito sanitario. È notizia di ieri che al momento sarebbero salvi, i piccoli ospedali. La norma che prevedeva il taglio automatico delle strutture con meno di 80 posti letto, sarebbe infatti stata eliminata dal ministro della Salute Renato Balduzzi.

Un sospiro di sollievo per l’ospedale di Pitigliano, da 46 posti letto, che tuttavia, fa polo col nosocomio di Orbetello, che di posti ne ha 90, per un totale di 136 posti letto. Ma al sindaco della città del tufo, Pierluigi Camilli, questa situazione non piace e minaccia di rivolgersi alla magistratura per difendere il diritto alla salute dei cittadini.

«Ancora una volta la politica dei grandi numeri colpisce in modo iniquo e maggiore i cittadini delle aree disagiate del nostro territorio, quindi dico con forza: giù le mani dall’ospedale di Pitigliano che veramente non ne può più di tagli, taglietti e riduzioni. Da quando sono sindaco non sento parlare altro che di tagliare, tagliare, sembra che molti politici siano diventati degli esperti potatori. Ma qui, da noi, non c’è più niente da tagliare! Il governo, la Regione, devono capire che quando si tira troppo la corda, alla fine non si raccoglie nulla».

Cos’è che la preoccupa maggiormente?

«Il fatto che qui si taglia tutto, non solo l’ospedale, ma anche la scuola, i trasporti. La parola d’ordine di certi politici è una sola: il pareggio del bilancio, purché a pagare siano sempre i soliti noti. Per colpire i privilegi di chi ha di più e spreca senza ritegno, c’è tempo! Noi sindaci, ai cittadini, cosa dobbiamo raccontare? Che siamo costretti ad aumentare le tasse per far tornare i conti a Roma o in regione? Ma lì, quanto risparmiano? Quanto tagliano?».

Al momento cosa pensa di fare?

«Vorrei chiarire un equivoco di fondo: i cittadini del nostro territorio pagano le tasse come quelli che hanno i servizi di serie A, e non devono viaggiare per più di un’ora a bordo di un’ambulanza, fra curve e controcurve, con dei pazienti che hanno un infarto o un’emorragia cerebrale in corso, com’è capitato ultimamente, per raggiungere l’ospedale più vicino. Gli strumenti a mia disposizione non sono molti, tuttavia convocherò immediatamente un’assemblea popolare per fare il punto, insieme, della situazione. Poi non escludo di interessare la magistratura per verificare se l’eventuale chiusura del nostro ospedale può far venir meno la tutela del diritto alla salute dei cittadini. Ma insomma: se in una città con molti ospedali ne chiudono uno, restano gli altri; ma da noi? Se chiudono il Petruccioli a noi resta zero».

L’augurio, confermato da ieri, è che il buon senso prevalga.

Antonello Carrucoli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa