Il Tirreno

Grosseto

«Spiagge sporche»: la protesta è a ovest

di Claudia Della Verde
«Spiagge sporche»: la protesta è a ovest

Gli stabilimenti del litorale occidentale criticano gli investimenti del Comune che favorirebbe solo la Feniglia

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ORBETELLO. Il litorale occidentale del comune di Orbetello torna a essere oggetto di lamentele da parte dei gestori delle attività ricettive e balneari situate in quella zona.

Già nella passata stagione estiva, a seguito del furibondo temporale che portò alghe e rifiuti sulla spiaggia, gli imprenditori del mare lamentarono la scarsa attenzione degli enti preposti (amministrazione orbetellana, provincia e regione) nei loro riguardi.

Un altro anno è passato ma i problemi sono rimasti gli stessi anche se le condizioni metereologiche sono state certamente più clementi.

Lo slogan è un po' quello di sempre: «non siamo figli di un dio minore», in riferimento al fatto che la diretta concorrente, il tombolo opposto della Feniglia, riceve trattamenti più attenti rispetto ai loro.

Nessuna critica nei confronti dell’Associazione temporanea di imprese appaltatrice Albiati- Caprini, secondo i due titolari di alberghi, bagni e ristoranti La Goletta e Villa Ambra, Matteo De Pirro e Guido Zauli, ritenuta responsabile solo del lavoro che le è stato commissionato. «La sera e la mattina un mezzo passa correttamente a ripulire la spiaggia e svuotare i cestini - dicono - così come i bidoni della raccolta differenziata».

Quella che però risulta strana è la mancata esecuzione delle operazioni di vagliatura della sabbia per una pulizia più approfondita, cosa avvenuta invece sul versante est. Nel capitolato d'appalto, infatti, la spiaggia della Giannella non è soggetta a tale intervento, cosa che fa abbastanza arrabbiare gli operatori turistici, che ogni anno contribuiscono al rinpinguamento delle casse comunali per una cifra che si aggira intorno ai settecento mila euro.

Proventi in gran parte di concessioni demaniali derivanti dal campeggio comunale ex Veliero (327mila euro), dalle Colonie (130mila), dal Tramonto (circa ottantamila) e dal Florida (103mila).

«Paghiamo la stessa Imu, la stessa Tarsu e la stessa tassa di concessione dei nostri colleghi in Feniglia - prosegue Guido Zauli - così come tutti i dodici stabilimenti del nostro versante, compresi i tre bagni ceduti in affitto dal Comune (Le Colonie, Bagno Florida e Tramonto).Non capiamo perché, dei circa settecentomila euro annui, quaranta non vengano investiti per la pulizia. Lentamente i nostri clienti stanno migrando verso la Feniglia, perché più pulita e bella».

Dello stesso pensiero De Pirro, il quale, pur notando un lieve miglioramento nell'attenzione dei nuovi concessionari, conferma una radicalizzazione delle scelte nei confronti del litorale ovest da parte delle passate amministrazioni comunali.

Su una cosa sembrano essere tutti d'accordo «tante promesse, ma per adesso pochi fatti per migliorare questo lato di territorio», che pure è uno dei più belli della zona sud.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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