Attenzione
Campagnatico e il sospetto delle “purghe staliniste”
CAMPAGNATICO. A Campagnatico arrivano le “purghe staliniste”. «La nuova amministrazione di Luca Ricciardi e compagni, parte nuovamente male», spiega Catia Galeazzi, capogruppo di minoranza della...
CAMPAGNATICO. A Campagnatico arrivano le “purghe staliniste”. «La nuova amministrazione di Luca Ricciardi e compagni, parte nuovamente male», spiega Catia Galeazzi, capogruppo di minoranza della lista “Solidarietà e buon governo per Campagnatico-Pesucci”.
La questione riguarda un operaio, mandato a casa nonostante abbia fatto il proprio lavoro fino in fondo. «Di per se è già un fatto negativo, quando si mette sulla strada una persona che si guadagna il pane con il proprio sudore - dice Galeazzi - Infatti dal 1° luglio a Rodolfo Fabbreschi non è stato rinnovato il contratto di collaborazione con la Campagnatico Servizi, “società in house” del comune di Campagnatico: gli è stato comunicato che non c'era più bisogno di lui».
Fabbreschi era l'uomo “tutto fare” dell' amministrazione comunale, sempre impegnato nei lavori di giardiniere, di spazzamento delle strade, di taglio dell'erba delle aree verdi pubbliche, di verniciatura della carrozzeria, di riparazione di parti meccaniche, pronto anche ad effettuare l' autista dello scuolabus e a fare qualsiasi altro lavoro che gli venisse richiesto.
«Gli è stato chiesto di prendere, a sue spese, la patente dell'autobus/scuolabus, con il certificato Cqc e lui diligentemente l’ha fatto: per un anno tutte le sere feriali. Dopo cena frequentava il corso di scuola guida. In questi tre anni ha percepito una paga inferiore a quella di un operaio normale e non ha mai usufruito di un giorno di ferie. Sempre pronto a fare quello che gli veniva chiesto, non si è mai tirato indietro: né alla pala e piccone, nè ai mezzi meccanici, nè a fare tanti lavori che molti avrebbero rifiutato dicendo, “questo non è di mia competenza”».
Addirittura si è prestato ad verniciare l’autobus presso la sua abitazione, con la sua attrezzatura. «Il suo lavoro cominciava la mattina alle 7, spesso finiva dopo le 17, con una media di oltre 50 ore alla settimana. Garantiva un vero servizio di eccellenza. Forse non è che la motivazione vera - si chiede la consigliera - del suo defenestramento è stata proprio quella di non far parte politicamente dell’attuale maggioranza? Ed ora, chi garantirà la mole di lavoro che Fabbreschi svolgeva? Questo non è il modo di governare Campagnatico nell'interesse dei cittadini».
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