La manifestazione
Vicenda giudice di pace forse arriva in consiglio
ARCIDOSSO. La questione giudice di pace di Arcidosso, uno dei tanti uffici che sono stati destinati a sparire dal comprensorio amiatino, dopo aver costituito l’argomento dello scontro fra l’avvocato...
ARCIDOSSO. La questione giudice di pace di Arcidosso, uno dei tanti uffici che sono stati destinati a sparire dal comprensorio amiatino, dopo aver costituito l’argomento dello scontro fra l’avvocato Marcello Bianchini (che dice che il servizio costa all’amministrazione 7.000 euro) e il sindaco arcidossino Emilio Landi, che sostiene da tempo che occorrano addirittura 70.000 euro per mantenerlo, adesso approda in consiglio comunale.
Infatti Michele Nannetti, consigliere di opposizione, chiede di inserire la cosa all’ordine del giorno del prossimo consiglio e invoca che sia predisposto uno schema di convenzione fra comune e Bianchini. Nannetti riprende la faccenda dal punto preciso in cui l’avevano lasciata i due contendenti e così chiede al sindaco Landi: «Ho letto in modo entusiastico sul Tirreno la disponibilità del sindaco di Arcidosso a contribuire economicamente come ente al mantenimento dell’attuale ufficio locale del giudice di pace con la somma di 7mila euro, lasciando anche la disponibilità dei locali, purché l’avvocato Marcello Bianchini paghi tutto quanto in più occorra per la conservazione del citato ufficio».
Ma il giorno dopo, sempre sul nostro quotidiano, Nannetti ha letto ancor più soddisfatto per l’interesse pubblico, «della disponibilità dell’avvocato Marcello Bianchini a completare la proposta del sindaco. Chiedo dunque che all’ordine del giorno per il consiglio comunale del 9 luglio sia inserita lo schema di convenzione che il Comune di Arcidosso dovrà predisporre, da sottoporre alla firma dell’avvocato Bianchini, dichiaratosi disponibile a sostenere il costo del giudice di pace aggiungendo alla somma di 7mila euro, impegnata dall’ente comunale, quella eventualmente necessaria per la copertura delle spese ulteriori».
Insomma, i due “contendenti”, che alla fine si erano pure incontrati, ma che restavano della loro opinione in quanto a costi del servizio, sono stati portati in assemblea dalla minoranza. Ma a pochi giorni dal consiglio, il sindaco Landi dichiara: «Non ho visto ancora la richiesta di integrazione dei punti all’ordine del giorno. Ma certo è che la compilazione di uno schema di convenzione non è roba da consiglio comunale. Sono sempre dell’opinione che il costo del giudice, con impiegato a tempo pieno sia molto più alto dei 7.000 euro che il Comune si dichiara disposto ad impegnare. Se convenzione sarà fatta, è anche certo che deve essere un atto con le istituzioni, tipo il tribunale, e non con un privato cittadino».
Ragion per cui pare prevedibile che quel punto all’ordine del giorno chiesto dalla minoranza, non sarà ammesso alla discussione.
Fiora Bonelli
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