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Una conferenza di servizi senza inchiesta pubblica

SCARLINO. È durata poco più di un’ora la conferenza dei servizi per le nuove autorizzazioni all’inceneritore di Scarlino. Non molti gli spunti di discussione ancora, ma dall’impostazione dei lavori...

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SCARLINO. È durata poco più di un’ora la conferenza dei servizi per le nuove autorizzazioni all’inceneritore di Scarlino. Non molti gli spunti di discussione ancora, ma dall’impostazione dei lavori sembra proprio che una delle richieste presentate in Provincia non sarà accolta: niente inchiesta pubblica. Giampiero Sammuri, tecnico di palazzo Aldobrandeschi a capo del procedimento, ha infatti spiegato che è previsto per lo svolgimento dalla conferenza una fase di contraddittorio formale tra le parti. E questo passaggio sembra chiudere le porte del tutto ad un’inchiesta-bis, dopo quella del 2009. Respinta dunque la richiesta avanzata da Italia Nostra, Lav, Coordinamento dei comitati ambientalisti e da un comitato di privati cittadini.

In ogni caso, ci sono anche altri aspetti emergenti dall’incontro di ieri. Presenti la Provincia con Sammuri e altri due tecnici, i sindaci dei Comuni di Follonica e Scarlino, l’Arpat, l’Asl 8che ha inviato una lettera), l’Ato acqua e i vertici societari di Scarlino Energia, accompagnati da un buon numero di dipendenti (in cassa integrazione almeno fino a agosto) che hanno assistito al dibattito. È stata questa la prima tappa nel rilascio delle nuove autorizzazioni all’impianto del Casone, dove i forni continuano ad essere spenti dopo l’annullamento delle precedenti da parte del Tar. E questa sarà anche la prima volta in cui sarà sperimentata la nuova legge regionale, che prevede il rilascio in un unico passaggio sia della Via (valutazione d’impatto ambientale) sia dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale). Ieri è stata inaugurata la fase istruttoria, rimandando la discussione nel merito in un secondo momento. Le parti saranno di nuovo contattate nei prossimi giorni per organizzare la fase di contraddittorio formale, in cui i vari soggetti in gioco potranno esprimere la loro posizione, che verrà poi presa in considerazione dalla Provincia. Sarà dunque questa la sede per portare il proprio contributo nel procedimento per il rilascio delle autorizzazioni. Niente inchiesta pubblica quindi. Il sindaco di Follonica Eleonora Baldi ha detto che in quella fase sarà presente a rappresentare il Comune Paolo Rabitti, il consulente a cui si è affidata in tutta questa vicenda. Aspettando la seconda fase, comunque, anche ieri non sono mancate dichiarazioni da parte dei partecipanti. Ad esempio Arpat, che ha elencato alcune criticità. Con buona soddisfazione del sindaco Maurizio Bizzarri, visto che sono le stesse delle osservazioni presentate dal Comune di Scarlino. La quantità dei rifiuti da trattare innanzitutto, visto che il nuovo progetto prevede un incremento di materiale da incenerire. Poi i rifiuti liquidi, in riferimento al Canale Solmine: qui il discorso riguarda soprattutto la foce del canale, un’area balneare. Infine, Arpat ha messo anche in evidenza l’esigenza di costanti monitoraggi nell’area industriale. (a.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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