Il Tirreno

Grosseto

Il pecorino Dop cresce e sposa la Fiorentina

di Alessandra Galgani

In Maremma è concentrata circa il 70% della produzione complessiva «Alimento sano, ma poco conosciuto». Premiati gli assaggiatori

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GROSSETO. Ricerca, tracciabilità della produzione e conoscenza del prodotto. Queste sono le priorità elencate in sala Pegaso dal consorzio tutela pecorino toscano Dop, con l’amministrazione provinciale di Grosseto e l’apporto scientifico dell’università di Pisa e Parma nel contesto di un programma di attività di ricerca per migliorare lo standard produttivo e la tutela dell’origine del formaggio.

«Scarsa conoscenza e difficoltà di individuazione sono i principali problemi – spiega Gianfranco Gambineri, presidente del consorzio del pecorino Dop – sui quali stiamo investendo il più possibile. Del resto la nostra provincia vede concentrarsi il 70% della produzione complessiva».

Rientra nell’attività promozionale la partecipazione a Festambiente, che già da tempo ospita il marchio pecorino Dop, ma quest’anno sarà presente in maniera più rilevante e perspicua proprio al fine di aumentarne la visibilità e la collaborazione con la squadra di calcio Fiorentina come sponsor tecnico e fornitore ufficiale. Anche l’università di Pisa nella persona del dottor Marcello Mele, a capo del progetto di ricerca “Forma Nova”, informa che la loro attenzione è incentrata su foraggicoltura e mangimistica innovative, ma il futuro in termini di spendibilità del prodotto sta nel binomio tra sport e giovani. «Dobbiamo sfatare una volta per sempre la diceria che il pecorino sia un formaggio grasso, pesante insomma un po’ “da vecchi” , spesso trascurato dagli stessi nutrizionisti per esempio escludendolo dalle mense scolastiche».

«Ancora oggi fare ricerca non è cosi’ scontato in questo settore – interviene Andrea Righini, direttore del consorzio – e ci vantiamo di esserne stati i pionieri, ormai più di venti anni fa, proseguendo nel nostro intento che è quello di garantire trasparenza e consapevolezza per il consumatore. Caratterizzare in termini di qualità il nostro il nostro formaggio significa anche poter dar conto dei dati che di cui siamo in possesso con un monitoraggio costante del prodotto dalla mungitura alla vendita, informando sul percorso che fa il latte dal contadino al banco di vendita: una vera e propria mappatura con tanto di carta d’identità del pecorino Dop».

Ecco dunque una serie di investimenti attuati in un’unità di intenti fra provincia, aziende e ministero delle attività agricole per la campagna di sensibilizzazione sul prodotto toscano, che prevederà una realizzazione di eventi all’estero;un bando di concorso per la creazione di un logo pubblicitario volto a caratterizzare il prodotto a livello di immagine ed un concorso fotografico nei siti di produzione del formaggio toscano Dop (perché sia noto il legame con il territorio, gli animali al pascolo) e la fase di lavorazione dello stesso (la produzione, l’uso in cucina, ambientazione del prodotto) che verrà bandito nella primavera 2013.

La conferenza è stata seguita dalla consegna dei diplomi di maestro assaggiatore alla presenza dei docenti Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggio) rilasciati ai 25 partecipanti al corso di primo livello che mira a formare persone capaci di distinguere e ad apprezzare l’alimento nella sua specificità, distinguendolo dagli altri formaggi pecorini non Dop.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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