Italia
Il Pd ai ferri corti con il sindaco Baldi
Il pomo della discordia è il doppio incarico del direttore generale: il partito presenta una mozione di sfiducia in consiglio
FOLLONICA. Mozione della maggioranza contro il sindaco: o elimina definitivamente la figura di direttore generale oppure il suo partito non la sosterrà più. Il vento è cambiato, adesso è certo. I consiglieri del Pd chiedono al loro massimo esponente un cambio di marcia, altrimenti il governo di Eleonora Baldi potrebbe cadere perché sprovvisto dell’appoggio dei suoi sostenitori. Quel doppio incarico affidato a Stefano Bertocchi, direttore e segretario generale, deciso con una delibera di giunta nel dicembre 2009, (ruolo che comporta uno stipendio lordo annuo che si aggira intorno ai 154mila euro), pesa come una spada di Damocle sulla testa del primo cittadino. Non è più tempo di rimandare; per la prima volta in questa legislatura la maggioranza rema contro i suoi vertici e lo fa, non nelle stanze di partito, ma pubblicamente, con una mozione che verrà presentata durante il prossimo consiglio comunale. «Si dà mandato al sindaco - si legge nell’atto consegnato agli uffici in queste ore dai consiglieri Pd - di operare una spending review al fine di garantire un risparmio dell'ente comunale, compreso un ripensamento delle funzione della direzione generale, non solo dalla prossima, ma già nell'arco dell'attuale consiliatura». E non è un suggerimento ma un’imposizione, anche perché i voti saranno dalla parte dei consiglieri del Pd considerato che con ogni probabilità la richiesta troverà l’alzata di mano a favore anche del Pdl. E Eleonora Baldi che cosa farà? Il primo cittadino ha sempre sostenuto in queste ultime ore di non avere nessun problema con la sua maggioranza, anzi, ma quando le si chiedeva del doppio ruolo affidato al dirigente Bertocchi la sua voce iniziava a vacillare, sintomo che qualcosa non andava. «C’è un contratto in essere, dalla prossima legislatura non sarà più possibile prevedere la figura del direttore generale»: così aveva risposto solo due giorni fa, come a dire fino a quando non scadrà la mia nomina quell’incarico rimarrà così. Ma ora quella risposta non conta più. I nodi sono venuti al pettine: oggi è palese che il tallone d’Achille di questo governo è rappresentato da quella delibera del 2009 con la quale si decise il nuovo assetto dei vertici amministrativi. Le indagini della finanza proprio su quell’atto, gli avvisi di garanzia della Procura di Grosseto consegnati allo stesso Bertocchi, le dichiarazioni al vetriolo dell’ex vice sindaco Stefano Viviani (che parlò di un’amministrazione in mano ai funzionari), e molto altro. E mentre dalla maggioranza vanno contro il loro sindaco, Eleonora Baldi pensa a un rimpasto delle deleghe affidate ai suoi assessori. Si mormora che voglia prendere la guida del settore Sport e dell’Ambiente e che invece voglia cedere l’Urbanistica al suo vice che però pare non voglia accettare il compito.
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