Attenzione
Addio ad Armando Vanni 70 anni tra pale e farina
MASSA MARITTIMA. Ha sfornato il pane ogni mattina all’alba per oltre cinquant’anni, per i massetani e non solo. La piccola bottega di famiglia è un segno indelebile del passato cittadino, anche se a...
MASSA MARITTIMA. Ha sfornato il pane ogni mattina all’alba per oltre cinquant’anni, per i massetani e non solo. La piccola bottega di famiglia è un segno indelebile del passato cittadino, anche se a marzo ha dovuto chiudere la saracinesca. E ieri, senza far lasciare troppo tempo, anche lo storico fornaio, Armando Vanni, si è spento nell’ospedale di Orbetello, dov’era ricoverato da una settimana. Una figura legata alla storia massetana, punto di riferimento non solo per i cittadini, ma anche per i turisti che amavano i suoi prodotti e per i commercianti dell’Isola d’Elba, ad esempio, da cui compravano il pane per fare il cacciucco. Aveva 78 anni, quasi quanto l’attività di famiglia. Era infatti il 1938 quando il padre Alfredo Vanni acquistò da Teobaldo Nannini quel forno nel pieno centro storico di Massa Marittima, in piazza Garibaldi. All’epoca, quello dei Vanni era l’unico forno in città. I primi problemi però vennero fuori poco dopo, nel 1949, quando il prefetto firmò un’ordinanza per chiudere tutti i forni a legna, considerati anti igenici e pericolosi per la salute. Così, dagli inizi degli anni ’50, l’attività si mise al passo con i tempi, salutando insieme alla città la prima parte di secolo. Ristrutturazione completa, a base di tre alternative per cucinare i lieviti: legna, gas e gasolio. Armando, poco dopo, iniziò a svegliarsi quando tutta Massa ancora dormiva, per andare insieme al padre nel laboratorio a preparare il pane per i clienti. Gli anni passano così, all’insegna di una tradizione forte di decenni di farina e pale da forno. Armando ad un certo punto decide di aprire un bar-pizzeria insieme al fratello (deceduto anche lui diversi anni fa), collegata direttamente nel retrobottega al laboratorio. Le margherite, napoletane e tutte le altre pizze arrivano così sui tavoli dei clienti direttamente dal forno. L’attività di famiglia si espande, ben salda nel cuore pulsante della città, a due passi dal duomo di San Cerbone. Ma gli anni iniziano a farsi sentire: la moglie di Armando, Adriana, lavora insieme alla cognata nella pizzeria, mentre la figlia Aurora si è trasferita a Rosignano con la sua famiglia. Iniziano anche a farsi sentire i costi di gestione, come quello per il gasolio. Così, nei primi mesi del 2012, lo storico forno Vanni ha chiuso la saracinesca. Armando, però, non è rimasto separato da quella bottega, dove è cresciuto insieme alla sua città.
Alfredo Faetti
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