Il Tirreno

Grosseto

Tpl, la Regione blocca i fondi

di Lorenzo Santorelli
Tpl, la Regione blocca i fondi

Firenze non finanzia più il trasporto bus, al suo posto si fa garante la Provincia. «Situazione grave»

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GROSSETO. La Regione non finanzia il trasporto pubblico locale e la Provincia si fa garante, con gli assessori ed il presidente Leonardo Marras che assicurano di tasca propria il prosieguo del servizio. Ma se il gesto è destinato ad avere un significato esclusivamente simbolico – è alquanto improbabile che i componenti della giunta provinciale tirino fuori anche solo un euro – a essere tangibile è lo scontro tra i palazzi Aldobrandeschi e Panciatichi. Da Grosseto rimbalzano verso Firenze accuse di «scarso rispetto istituzionale» per aver provocato un «pasticcio» che potrebbe avere effetti gravosi sulla collettività.

Secondo la Provincia - che ha diramato una nota firmata da tutti i membri della giunta – la Regione «ha finanziato il servizio solo fino al 30 giugno 2012, ovvero per i primi sei mesi dell’anno, e non ha ancora emesso alcun documento formale che dia garanzie sulla prosecuzione del servizio. Significa che il trasporto pubblico locale, per la Regione Toscana, si ferma il 30 giugno 2012». Una critica venata di sarcasmo che prende di mira l’assessore regionale ai trasporti, Luca Ceccobao, e di riflesso il governatore Enrico Rossi, poiché «nonostante gli impegni assunti con nota del 21 maggio scorso», non si sarebbe ancora provveduto «ad effettuare con legge regionale la variazione di bilancio necessaria per garantire il servizio di trasporto pubblico locale da luglio a dicembre 2012». Per coprire i costi dei servizi minimi di Tpl nella nostra provincia, nei prossimi due mesi, occorrono 2 milioni e 100mila euro, comprensivi dei 90mila euro per il trasporto sulla linea regionale Grosseto – Siena – Firenze. «Una situazione gravissima – così è definita dalla nota - che non si era mai verificata in passato. Si tratta di un servizio pubblico che non può essere interrotto per alcun motivo, secondo quanto previsto dall’articolo 340 del Codice penale, che punisce con la reclusione fino ad un anno, chiunque «cagiona una interruzione o turba la regolarità di un pubblico servizio». Da questo contesto è scaturita la decisione della giunta provinciale di «assumersi la responsabilità patrimoniale, personale e in solido, autorizzando il direttore del Dipartimento lavori e servizi pubblici ad imporre comunque la prosecuzione dei servizi di Tpl nel territorio grossetano, comprese le linee regionali, per il mese di luglio 2012, ai sensi del quinto comma dell’articolo 5 del Regolamento CE 1370/2007», in attesa dell’emanazione dei decreti necessari per formalizzare e autorizzare l’erogazione dei fondi regionali. «La Regione ha emanato un atto di giunta e ci ha mandato dei documenti ma ancora non c’è stato il passaggio ufficiale – spiega l’assessore provinciale ai trasporti, Fernando Pianigiani – che comunque, salvo imprevisti, ci sarà entro il 10 luglio con l’approvazione in consiglio della variazione di bilancio».

Pianigiani attenua la consistenza del problema parlando di un disagio condiviso «con tutte le altre province della Toscana, per questo siamo abbastanza tranquilli», e chiama in causa il Governo perché «non ha trasferito le risorse per il secondo semestre dell’anno alla Regione che, a sua volta, ha stoppato i soldi per noi». Parole più concilianti rispetto a quelle del comunicato, firmato però anche dallo stesso Pianigiani, che termina con ben altra tonalità. «Non possiamo accettare che per un pasticcio della Regione il 1º luglio si fermino gli autobus. Riteniamo opportuno che dimostri più rispetto istituzionale nei confronti della Provincia e dei suoi amministratori, che non esitano ad assumersi responsabilità personali pur di evitare che i cittadini subiscano le conseguenze di errori commessi da altri».

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