Il Tirreno

Grosseto

Piano faunistico venatorio, fino al 17 luglio tutti i cittadini possono fare osservazioni

Nei mesi scorsi nel nascente Piano faunistico venatorio avevano già apportato diverse modifiche le associazioni degli agricoltori, la Consulta della caccia, le associazioni venatorie e gli enti...

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Nei mesi scorsi nel nascente Piano faunistico venatorio avevano già apportato diverse modifiche le associazioni degli agricoltori, la Consulta della caccia, le associazioni venatorie e gli enti produttori di selvaggina. Non solo. Per valutare la sostenibilità ambientale del nuovo Pfvp è stata avviata anche la cosiddetta procedura di valutazione strategica e ambientale. Fino a martedì 17 luglio tutti i cittadini possono inviare osservazioni e fornire indicazioni concrete per impostare la gestione del territorio. Ovviamente l’obiettivo è consolidare negli anni a venire le popolazioni selvatiche nel rispetto degli equilibri ambientali. «L’operato della Provincia di Grosseto – ha spiegato Marras in apertura di assemblea - è improntato ad ogni livello alla tutela delle peculiarità del territorio. Siamo convinti, infatti, che la qualità dell’ambiente rappresenti la vera risorsa attuale e futura della Maremma. La gestione faunistico venatoria si fonderà quindi, anche in futuro, sulle esperienze maturate nel corso degli anni. La partecipazione, le osservazioni, i contributi (anche quelli critici), li abbiamo sollecitati noi per primi, soprattutto là dove si parla della gestione del cinghiale».

Dai numeri contenuti nella bozza del Pfvp risulta che oltre il 42% dei cacciatori iscritti agli Atc sono anche iscritti alle squadre per l’esercizio della caccia in battuta al cinghiale. Le regole e le tecniche di prelievo comunemente adottate per il cinghiale hanno creato spaccature all'interno del mondo venatorio stesso, generando situazioni di conflitto con cacciatori dediti alle altre forme di caccia che lamentano la difficoltà di praticare la caccia vagante in concomitanza con le braccate, che vanno ad interessare territori anche di notevoli dimensioni.

Altre polemiche coinvolgono gli aspetti economici: ai cacciatori di cinghiale viene attribuita la responsabilità dell’aumento delle risorse finanziarie necessarie a far fronte al risarcimento dei danni arrecati alle produzioni agricole e per la realizzazione degli interventi di prevenzione a fronte di una quota di iscrizione all’atc che è quasi uguale per tutti i cacciatori. (gb)

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