Il Tirreno

Grosseto

«Meno capannoni» La ricetta urbanistica del Partito socialista

di Enrico Pizzi
«Meno capannoni» La ricetta urbanistica del Partito socialista

Nelle controdeduzioni al regolamento in grave ritardo viene chiesto anche lo stralcio del polo logistico

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GROSSETO. Ridurre il consumo di suolo, meno case, meno capannoni e niente polo logistico. Sono queste, sintetizzando, le linee guida del contributo del Partito socialista alla definizione delle controdeduzioni alle osservazioni del regolamento urbanistico del Comune.

Il Psi entra con decisione sulla questione “regolamento urbanistico” sottolineando che da tempo sono stati superati «i ragionevoli tempi tecnici per la redazione e la definizione delle modifiche proposte con le osservazioni» e che dopo anni di «accesi dibattiti, scambi di accuse, richieste di chiarimenti e altrettante dichiarazioni degli amministratori circa l'imminente chiusura dei lavori, ancora oggi mancano passi importanti per arrivare alla definitiva approvazione dello strumento, primo tra tutti il passaggio alla commissione urbanistica». Il Psi definisce non più accettabile alcuna attesa visto che gli uffici «hanno da mesi ultimato i loro lavori, le associazioni e il mondo imprenditoriale, dopo aver dato il loro contributo, aspettano adesso risposte, così come pure i numerosi cittadini che hanno presentato le osservazioni».

Ma il Psi non si limita alla critica. Al sindaco, che continua a tenere per sé anche la delega all'urbanistica, hanno consegnato un documento che contiene idee e suggerimenti per chiudere l'iter di approvazione del regolamento urbanistico, linee guida che ripercorrono le principali osservazioni presentate dalla Regione. Uno degli aspetti più colpiti è la questione del dimensionamento del regolamento urbanistico. Il Psi ricorda che la Regione ha suggerito un'importante riflessione in merito, e da questa riflessione ne trae, come conseguenza, che «è oggi praticabile una riduzione delle previsioni residenziali di almeno la metà» e per i Socialisti sarebbero da stralciare, innanzitutto, le previsioni con attuazione differita, quelle che il regolamento rimanda al secondo quinquennio, oltre alle previsioni residenziali lungo gli assi viari che collegano il capoluogo a Roselle e a Istia d'Ombrone, così come il Psi non condivide che a Rispescia si converta in area residenziale l'attuale campo sportivo.

Ma il Psi interviene anche sul dimensionamento delle attività produttive chiedendo «una più drastica riduzione in considerazione della domanda e delle ripercussioni che tali previsioni hanno sul consumo di suolo e sulla definizione dei margini urbani». E così, sarebbe sufficiente, per un primo quinquennio, completare le aree artigianali già esistenti – Quattro poderi e via Giordania – anche perché «per gli 11 lotti di via Giordania molte imprese aggiudicatarie hanno espresso l'intenzione di rinunciare», e le aree artigianali in fase di realizzazione a San Martino e Marina di Grosseto, per un totale di 151 nuovi lotti artigianali. Il resto dovrebbe essere rimandato al prossimo regolamento urbanistico. Bisognerebbe, poi, dare la possibilità di ampliare, almeno fino al 20%, le strutture produttive già esistenti e, la possibilità di frazionamento gli immobili fino a un minimo di 200 metri quadrati, togliendo, inoltre, i vincoli che escludono dalle aree produttive le attività commerciali e direzionali. Una riflessione a parte è dedicata al polo logistico di Braccagni che per il Psi, alla luce delle osservazioni della Regione Toscana, deve essere stralciato dal regolamenti urbanistico e stessa sorte dovrebbe toccare alle previsioni di ampliamento dell'area del Madonnino.

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