Finanza
Il pensionato che fa la multa a Equitalia
Riceve una cartella che ha già pagato e rimette all’agenzia il conto delle spese sostenute tra viaggi alla sede e avvocato
GROSSETO. «Se io sbaglio devo pagare. Se invece a sbagliare è Equitalia non succede niente. Non è giusto e questa volta li tasso io». Florio Fidanzi, pensionato di Massa Marittima, ha deciso di farsi giustizia da solo.
Per tre volte, racconta, l’agenzia di recupero gli ha inviato cartelle sbagliate, per bollette che lui aveva già pagato. E per tre volte è dovuto andare agli sportelli, aspettare istruzioni, rivolgendosi persino a un avvocato, per tutelarsi.
Ora però Fidanzi dice basta e chiede all’agenzia un rimborso di 800 euro per tutte le spese che ha dovuto sostenere, più i danni, con una sanzione per ogni giorni di ritardo. «L’ho scritto per provocazione – dice sorridendo il pensionato – ma il problema è reale».
Infatti, la lettera l’ha scritta davvero.
Destinatari: Equitalia, le segreterie di alcuni partiti politici, le testate giornalistiche e perfino il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Dato che lui li difende, voglio fargli notare questi casi». L’agenzia, come detto, è andata a bussare alla sua porta per tre volte.
Lo racconta anche nella lettera che ha inviato. «In passato ho avuto a che fare con voi per due bolli auto che avevo regolarmente pagato» si legge. In queste due occasioni, però, a Fidanzi è arrivata comunque la cartella.
«Per fortuna avevo ancora le ricevute, altrimenti avrei dovuto pagare cifre salate» racconta oggi.
Poi, il terzo atto, risale a un mese fa, quando si è visto recapitare una cartella da 304 euro per una bolletta Tarsu regolarmente pagata.
Il pensionato si è quindi rivolto allo sportello massetano, dove ha ricevuto rassicurazioni dal dipendente: «Mi hanno detto che l’errore era loro e che mi avrebbero inviato una lettera di scuse, chiudendo la vicenda».
Ad oggi però la lettera non è arrivata. «Così sono andato da un avvocato, che mi ha consigliato di inviare io, questa volta, una lettera a loro, con ricevuta di ritorno, per tutelarmi». Ed è a questo punto che Fidanzi ha deciso di sfruttare l’occasione.
«Logorandomi il fegato – si legge nel testo – andando perfino nella vostra sede a Firenze e scrivendo al garante, a questo punto è la terza volta che vado incontro a spese e perdo il mio tempo per voi».
Per questo, scrive, «mi trovo costretto a rimettervi forfettariamente (stando in ribasso) le spese sostenute, comprensive di tutti i disagi che mi avete arrecato, valutabili in 800 euro da pagarsi in un’unica rata entro 30 giorni dal ricevimento della medesima».
Ma non solo: «ogni giorno di ritardo verrà applicata una sanzione pari al 5 per cento del totale».
Vuole anche gli interessi, il massetano. «Il mio tempo vale quanto il loro», dice. Quando lo chiamiamo al cellulare Fidanzi sta giocando a carte con gli amici. «Scusate ragazzi» dice al tavolo e si alza per raccontarci la sua storia. Ha la voce buona: «io condanno di certo chi mette le bombe o compie violenze, ma la situazione non può continuare così».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google