Il Tirreno

Grosseto

«Cavezzini? È anche assessore»

«Cavezzini? È anche assessore»

Scansano, Tenucci non ci sta: «Solo ora ammette di essersi assegnato il bilancio»

2 MINUTI DI LETTURA





SCANSANO. Dopo il consiglio comunale di giovedì, Francesco Tenucci, consigliere della lista “Scansano, Tenucci sindaco” torna a ribadire «l’inutilità di certi consigli. Grazie alla sintetica prolusione del direttore della Società della Salute durata appena un'ora, abbiamo appreso nuovi e fondamentali assiomi per migliorare il nostro stile di vita. Tipo, fumare fa male alla salute; mangiare la verdura e la frutta fa bene; essere obesi fa male; far ginnastica fa bene; però chi è obeso non la fa; ma se non la si fa si diventa obesi; a Grosseto c'è poco smog, ma i ragazzi iniziano a fumare troppo presto; ammalarsi produce un costo alla società. Non aggiungo altro per dar tempo al lettore di assorbire concetti così innovativi quanto complessi, di cui noi consiglieri siamo stati i primi, fortunati beneficiari, ma che mi sento in obbligo di condividere con i più».

Ma Tenucci punta il dito soprattutto sulla scoperta del nome dell’assessore al bilancio, ovvero lo stesso sindaco Cavezzini. «A seguito di una mia domanda sul bilancio comunale, in cui pregavo l'assessore al bilancio, la cui identità mi era fino a ieri sconosciuta, di rispondermi, al suo posto mi ha risposto il sindaco. Stupito ho chiesto chi fosse detto assessore, ed il sindaco, un po' imbarazzata forse per modestia, ha ammesso di essere lei. Ora, dato che il sindaco Cavezzini ci informò che avrebbe assegnato le deleghe agli assessori dopo che questi avessero assolto a dei progetti che la soddisfacessero, quale progetto ha realizzato il sindaco in materia di bilancio? E quali criteri avrà adottato per decidere se restare soddisfatta di sé medesima? Resterà probabilmente un altro mistero di Scansano».

Tenucci critica il sindaco per la comunicazione dell’azzeramento del famoso residuo della vendita della farmacia. «Che un anno fa era di un milione e duecentomila euro ed ora è di novecentomila - spiega il consigliere di minoranza -, per risistemare il famoso tetto del Comune, il tetto della ex scuola di viale XX Settembre e costruire la nuova scuola elementare dopo aver espropriato del terreno. E se il proprietario si oppone all'esproprio, quando sarà costruita questa scuola che doveva già essere terminata?

Ma, soprattutto, perché dilapidare quest'ultimo tesoretto quando l'edificio, per cui la precedente amministrazione ha trovato i fondi per restaurarlo, potrebbe benissimo essere adibito a scuola, facendo così risparmiare un'enormità al Comune? Serve più il museo etnografico di una scuola già pronta?»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze