Attenzione
Una nuova casa a Venelle per le tartarughe
MASSA MARITTIMA. Una storia scandita da problemi e casi di vario tipo, quella del Carapax, su cui la Comunità Montana si è ritrovata spesso a dover mettere una pezza, sebbene a fare gli strappi fosse...
MASSA MARITTIMA. Una storia scandita da problemi e casi di vario tipo, quella del Carapax, su cui la Comunità Montana si è ritrovata spesso a dover mettere una pezza, sebbene a fare gli strappi fosse stato qualcun altro.
Gli animali infatti, mentre nelle aule di tribunale finivano ricorsi e denunce, sono stati accuditi dall’ente, oggi diventato Unione dei Comuni delle Colline Metallifere. Che anziché demordere, mira a rilanciare il centro. In tutte le diatribe possiamo trovare degli aspetti in Comune. L’ex gestore Donato Ballasina, intanto, pressoché protagonista in tutte le grane giudiziarie che hanno investito il Carapax. Le tartarughe stesse, inoltre, a cui nel corso degli anni è successo di tutto: scomparse quando è esploso il caso dei terreni, per poi riapparire misteriosamente in un terreno a Castiglione della Pescaia; in seguito sono state sequestrate dal corpo forestale e infine, giusto un anno fa, sono apparse su un quotidiano britannico che parlava di maltrattamenti.
Ma in ogni caso, anche loro oggi sono arrivate alla fine della loro Odissea: gli animali esotici sono custoditi in centri specializzati, mentre le tartarughe mediterranee sono ancora nei laghetti ai piedi di Massa Marittima.
Già, perché le specie autorizzate a stare nel centro maremmano, sono sotto la cura degli uomini dell’ex Comunità Montana. Andando sul sito del’ente, troviamo una pagina intitolata proprio “la storia del Carapax”.
«In questa lunga storia i gestori del centro, divenuti occupanti abusivi nel 1998, hanno usato tutti i mezzi a loro disposizione per distogliere l'attenzione dalla realtà delle cose e dalla violazione delle regole anche ambientali di ogni tipo» troviamo scritto. Sotto a queste parole, il sito ripercorre le vicende del centro scandendole in ben 14 paragrafi.
E in ogni singola azione firmata Ballasine è toccato alla Comunità Montana intervenire, tra costituzione di parte civile (come nel caso delle tartarughe azzannatrici) e salvaguardia degli animali.
C’è anche un altro punto, sulla pagina web, riguardante il futuro del centro e delle tartarughe mediteranee.
«La Comunità Montana è impegnata a riportare l'attuale zoo alla missione originaria, - si legge - allocando opportunamente presso strutture idonee tutte quelle specie che non hanno ragione di essere detenute in loco».
Tant’è che nel programma triennale degli interventi che l’Unione dei Comuni attuerà fino al 2014, fra le varie voci, figura la realizzazione in località Venelle di nuove strutture e recinzioni per le tartarughe dell’ex centro Carapax previste per il prossimo anno.
Una struttura pronta ad accoglierle, dove finalmente potranno stare tranquille lontane dalla polemiche e dalle aule giudiziarie.
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
