Il Tirreno

Grosseto

IL CASO DI UNA FAMIGLIA TEDESCA

Se la bimba va in spiaggia con Hitler sulla maglietta

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Sulla spiaggia c’è una bambina piccola. Avrà tre o quattro anni, gioca, sfreccia avanti e indietro vicino alla mamma tedesca. Corre tra mare e sabbia con le minuscole gambe,...

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Sulla spiaggia c’è una bambina piccola. Avrà tre o quattro anni, gioca, sfreccia avanti e indietro vicino alla mamma tedesca. Corre tra mare e sabbia con le minuscole gambe, sorride. All’inizio nessuno fa caso a lei finché non si volta verso il litorale e i bagnanti scorgono la magliettina. La gente è basita. Vi campeggia il volto di Hitler. E sotto una scritta nera, gigante. “Adolf” in caratteri cubitali.

Secchiello, paletta, formine, gli schizzi dell'acqua del mare delle Rocchette, succede a Castiglione della Pescaia; e sulla t-shirt la faccia del fuhrer, l’uomo dell'orrore nazista e dei campi di sterminio. Nel giovedì di Germania-Italia a Varsavia, forse per un’aberrante scelta di tifo calcistico a poche ore dall’inizio della partita, salta fuori questa immagine da una famiglia in vacanza.

Le donne parlano sedute sul telo. Forse discutono della partita come i bagnanti italiani lì vicino. In serata la semifinale spaccherà l'Europa in due e il ristorante accanto - il bagno Rocchette - si prepara all'evento pubblicizzando frittura di pesce à go go. Corpi coperti da bikini, bagni tra gli scogli, normalità in riva al mare. Lo stridore tra l'innocenza di una bambina ignara di tutto e il messaggio di quel volto simbolo del Male. Se è un volto segreto del tifo, è una provocazione che lascia allibiti: con il calcio danzano da sempre i simulacri nazionali, le bandiere, i colori dell'identità di un popolo, ma non al punto di scambiare il folklore e la passione con il segno di un passato sconvolgente.

In spiaggia iniziano i mormorii e una ragazza, stesa col fidanzato, sobbalza. «Non ci credo», mormora. Una coppia di anziane senesi, in vacanza a Rocchette, ha appena stretto amicizia coi vicini di telo ai quali chiede del Palio. «Il 2 luglio si avvicina. Conoscete il Palio?». Loro sono del nord. «So che ci sono le contrade - rispondono - che i fantini si scannano e ne fanno nere». E a proposito di colori: ecco la bimba correre con la magliettina bianca e il viso di Adolf circolettato di nero e rosso. E loro si girano. «Ma quello è Hitler». Imbarazzi e sussurri, nel giorno della partitona italo-tedesca.

«Chissà cosa le spiegheranno quando sarà più grande». Mistero. Ma forse è un aspetto della “hitlermania” che fa capolino in vari angoli del globo.

Alcuni mesi fa, in Turchia, il volto di Hitler è stato usato come testimonial per uno spot televisivo. Serviva a pubblicizzare uno shampoo. Nello spot si sente e si vede lo spezzone di un discorso di Hitler doppiato in turco che urla: «Se sei un uomo devi usare questo shampoo. I veri uomini lo usano». Su un’altra maglietta in Thailandia il personaggio indossa un buffo costume da panda. A Rocchette è semplicemente se stesso, stampato addosso a una famiglia normale.

Elisabetta Giorgi

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