Il Tirreno

Grosseto

Ottantenne truffato dal falso carabiniere

di Francesca Gori
Ottantenne truffato dal falso carabiniere

Distinto e ben vestito, si fa consegnare duecento euro spiegando all’uomo che si trattava di banconote fasulle

3 MINUTI DI LETTURA





MARINA DI GROSSETO. «Siamo carabinieri, deve darci i soldi che nel portafogli perché potrebbero essere falsi». Alto, distinto, vestito bene e italiano perfetto. Davanti a un uomo che si è presentato come un militare, l’ottantenne che stava tornando a casa dopo aver passato la mattinata al mare, non ha avuto niente da ridire, lì per lì. Ci ha ripensato pochi minuti dopo aver aperto il portafogli e dopo aver consegnato all’uomo duecento euro, i soldi che aveva nel portafogli. «Passi dopo dalla centrale a ritirare il verbale», ha aggiunto il truffatore pochi attimi prima di dileguarsi.

L’ottantenne aveva tutti quei soldi in tasca perché una volta lasciata la spiaggia, avrebbe dovuto passare da un paio di negozi per fare delle commissioni. Quando però i duecento euro erano scomparsi dal suo portafogli e i due uomini che lo avevano fermato si erano dileguati, ha chiamato i carabinieri. «Uno è rimasto più distante - racconta - ma l’altro lo chiama brigadiere o maresciallo. Sembravano davvero due militari». E invece, l’uomo si è trovato sì a passare dalla caserma di Marina, ma non per ritirare il verbale di sequestro dei suoi soldi falsi, ma per sporgere denuncia nei confronti dei due truffatori che lo hanno fermato e che si sono fatti consegnare tutti quei soldi.

E non è la prima volta che succede, in Provincia. Con l’arrivo dell’estate, gli anziani restano spesso soli e i malintenzionati non si fanno certo desiderare.

I carabinieri del comando provinciale di Grosseto, agli ordini del colonnello Rocco Carpenteri, hanno creato un vero e proprio vademecum contro le truffe. Tanti piccoli accorgimenti, come non rispondere alle richieste di persone sconosciute che si avvicinano per strada e dicono di conoscere la vittima o un loro familiare anche rischiando di fare una brutta figura. Un altro buon metodo è quello di non aprire mai la porta a persone che si qualificano come appartenenti a ditte, società o ente, a meno che la visita sia preannunciata ampiamente attraverso una lettera o un avviso.

Ma se qualcuno si presenta alla porta e suona al campanello, in caso di dubbio, i carabinieri consigliano a tutti di chiamare il 112 e anche un vicino di casa che possa dare una mano. Nessun ente pubblico, o società, infatti, può controllare i soldi custoditi in casa o nel portafogli, e per nessuna ragione, i dipendenti di enti, associazioni o aziende devono entrare nelle abitazioni delle persone.

Tra le tecniche sperimentate dai truffatori, ce ne sono due che risultano a volte infallibili ma che possono essere agevolmente scoperte: quelle che propongono affari per strada, fermando le persone con modi affabili e quelle invece che fanno apprezzamenti sugli abiti, sugli orologi, su quello che indossiamo.

Ma anche in casa è possibile essere più tranquilli. Basta non tenere in casa troppi soldi o comunque custodirli bene, senza lasciarli nella cassettiera o in bella vista.

E soprattutto, chiamare i carabinieri quando si vede qualcuno che ha un atteggiamento sospetto: per aiutare i militari, quando è possibile, basterà trascrivere il numero di targa dell’auto o del mezzo utilizzato, descrivere l’abbigliamento del presunto e dare tutte le informazioni necessarie. Un accorgimento, questo, da prendere anche quando il reato non è stato compiuto. In questo modo, forse, l’estate in Maremma sarà più sicura.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web