Sicurezza
Condannato il bidello Baci sulla bocca a una bimba di 8 anni
Pena di 2 anni più 8mila euro per risarcire la famiglia L’uomo le avrebbe anche chiesto di mostrare le mutandine
FOLLONICA. Due anni di condanna e interdizione in perpetuo da qualsiasi ufficio attinente a tutela e curatela nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente dai minori: è la pena per il bidello follonichese oggi 53enne che tra il 2006 e il 2007 avrebbe baciato più volte sulla bocca una bambina di 7 anni nei locali della scuola.
Una pena severa, che riconosce la colpevolezza anche per quanto riguarda le richieste rivolte alla bambina di mostrare le mutandine; una pena tuttavia mitigata dal collegio (Puliatti presidente, Muscogiuri e Compagnucci) che ha dimezzato la richiesta del pm Coniglio. Il bidello dovrà anche risarcire la famiglia con 8mila euro e dovrà pagare 3mila euro (a favore dello Stato - la parte civile era ammessa al gratuito patrocinio) per la costituzione in giudizio dei genitori, rappresentati dall'avvocato Romano Lombardi. Il Tribunale si è riservato 90 giorni per le motivazioni: la loro lettura servirà a capire come siano state valutate le argomentazioni difensive (avvocati Gianni Bastianini e Pier Francesco Sica) che hanno puntato a delineare per il bidello una personalità giocosa e niente affatto maliziosa, estranea da pulsioni di qualsiasi genere sessuale. Una tesi sostenuta anche nella fase dell'udienza preliminare, quando già di fronte al giudice Molino la difesa aveva portato una consulenza tecnica in tal senso.
La bambina era stata riconosciuta pienamente attendibile dalla perizia effettuata nel corso dell'incidente probatorio, affidata dal gip al dottor Armando Ceccarelli. Questi aveva qualificato come "punto di rottura" il motivo per il quale la ragazzina aveva deciso di parlare con i genitori, chiedendo ingenuamente se era normale il comportamento di quello che lei considerava come un amico. I genitori avevano scritto al dirigente scolastico: . Al bidello capitava di rimanere spesso da solo con la bimba perché quest'ultima arrivava spesso all'ultimo minuto: . Una delle maestre aveva parlato con la bimba e questa le aveva anche detto che il bidello l'aveva invitata a mostrargli le mutandine mentre erano in bagno. Rassicurata dalle maestre sul fatto che queste ultime non avrebbero parlato degli episodi con nessuno, la ragazzina aveva vissuto con serenità i momenti successivi, nonostante il senso di vergogna provato, continuando a frequentare quella scuola. La direttrice aveva spostato il bidello ad altro incarico, proprio per evitare contatti diretti, che nel 2007-2008 non erano in effetti avvenuti.
Il procedimento penale era partito nella primavera-estate 2008. Effettuati i riscontri probatori, il gup aveva deciso per il rinvio a giudizio, con la prima udienza che si era tenuta nel marzo 2010. L'altro giorno l'ultima udienza, nel corso della quale il Tribunale aveva respinto la richiesta difensiva di ascoltare nuovamente il perito del gip.
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