Attenzione
Addio Ascom, Regina lascia l’incarico
Il direttore saluta la Maremma e torna in Emilia dopo aver guidato l’associazione per cinque anni. Tra luci e ombre
GROSSETO. Paolo Regina lascia l’incarico di direttore dell’Ascom. Tornerà nella sua Emilia. Lo fa dopo cinque anni di lavoro in cui si sono alternati successi e malumori.
Si è chiuso un ciclo. O forse sarebbe meglio dire che se ne è aperto un altro: «Lascio un gruppo giovane, competente e motivato, tutta gente che ha voglia di fare e che spesso non supera i quarant’anni», puntualizza il direttore uscente.
«Ho scelto di raccogliere una nuova sfida – precisa – sono sempre stato convinto della necessità, di un uomo così come di un professionista, d’aprire i propri orizzonti, affrontando con coraggio le sfide che la vita presenta».
L’addio alla Maremma pare dunque essere distante e non conseguente a ogni polemica, ogni attrito maturato durante una guida che si è rivelata non sempre gradita. Spesso controcorrente. Eppure di successi, il professionista che ha coordinato l’Ascom dal 2007, ne conta parecchi e li rivendica anche ora nel momento del suo saluto: dalle notti bianche, inizialmente passate nell’indifferenza, poi apprezzate un po’ da tutti, sino alle serate dei giovedì estivi. Senza considerare l’idea legata all’importazione del format Piazze d’Europa. Emigrato, anche questo in seguito a polemiche e ripicche, in quel di Follonica, salvo poi tornare nel capoluogo per un doppio fine settimana. Altro capitolo a cui lui tiene è quello legato alle aperture domenicali e al rapporto con la grande distribuzione: da sempre dichiaratamente favorevole alla completa liberalizzazione degli orari e delle giornate, Regina ha incassato anche in quest’ambito più di una critica. Fu questa una delle ragioni che spinsero alcuni commercianti del centro a stracciare la tessera Ascom, o a non rinnovarla.
Qualcuno chiese le dimissioni del direttore, che ogni volta si è ripromesso di rispondere per le rime ai malpancisti. Da quella “guerra delle domeniche” aveva preso vita una nuova realtà aggregativa che radunò attorno a sé i molti delusi. Certo, le norme nazionali hanno poi finito per dar ragione al direttore, ma è indubbio che - al riguardo - l’associazione abbia accusato il colpo, andando a scalfire la predominanza di iscritti precedentemente accumulata lungo le vie che compongono il salotto cittadino.
Dando un’occhiata all’altra faccia della medaglia, in molti evidenziano il ruolo ricoperto da Regina nella mediazione che ha portato alla nascita del centro commerciale naturale, aggregazione nata seguendo il motto “l’unione fa la forza” attesa da anni.
Se Ascom ha comunque conservato una posizione di assoluto rispetto, sia per quel che riguarda i Cat, sia per il bacino di idee, è soprattutto merito suo. «Ho lavorato bene con tutti, sia entro Ascom che all’esterno – ha detto Regina - come nel caso di Rete imprese Italia».
Poi riguardo i rapporti con l’amministrazione: «I primi tempi ci siamo presi un po’ le misure – sorride – poi le cose sono andate meglio. A cominciare dall’assessore Cerciello fino al primo cittadino, di cui ho piena stima».
E con la Camera di commercio: «Credo che il presidente Lamioni sia una persona coraggiosa. Il percorso di rinnovamento di questa terra passerà sicuramente anche da lui. Desidero ringraziare anche i piccoli imprenditori e la gente “comune”, che ha saputo darmi molto sia umanamente che professionalmente. Non dimenticherò la Maremma».
Si conclude così, con molte luci e altrettante ombre, l’esperienza di un personaggio che, comunque la si pensi, non è sicuramente passato inosservato.
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